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Emergenza rifiuti, San Martino non fa eccezione

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Raffaela Saraconi e Martina Minchella

Raffaela Saraconi e Martina Minchella

Francesco Serra, Raffaela Saraconi e Martina Minchella

Francesco Serra, Raffaela Saraconi e Martina Minchella

Francesco Serra, Raffaela Saraconi e Martina Minchella all'incontro a San Martino

Francesco Serra, Raffaela Saraconi e Martina Minchella all’incontro a San Martino

Raffaela Saraconi e Martina Minchella

Raffaela Saraconi e Martina Minchella

L'incontro a San Martino

L’incontro a San Martino

Francesco Serra, Raffaela Saraconi e Martina Minchella all'incontro a San Martino

Francesco Serra, Raffaela Saraconi e Martina Minchella all’incontro a San Martino

Viterbo – (g.f.) – San Martino non fa eccezione. La raccolta differenziata fa acqua pure nel “principato”.

Ieri sera all’ex circoscrizione, l’assessora Raffaela Saraconi con il capogruppo Pd Francesco Serra, la consigliera Martina Minchella e Giorgia Gasbarri, hanno provato a rassicurare i residenti: tutto quello che va male andrà meglio e quel poco che va bene, possibilmente non peggiorerà.

In sala pure i responsabili di Viterbo Ambiente. Informazioni carenti, zone non del tutto servite, estensione del porta a porta, richieste di compostiere e secchioni per la plastica, sono state le lamentele ricorrenti.

“In particolare le compostiere – osserva Francesco Serra – perché essendoci molti giardini c’è l’esigenza di smaltire i residui.

Proprio mentre parlavamo, abbiamo pensato che il prossimo anno si potrebbe studiare uno sgravio Tarsu a chi prende la compostiera, che poi servirà anche per la raccolta dell’umido.

E’ solo un’idea e va verificata la fattibilità, ovviamente”.

Già che c’era, l’assessora Raffaela Saraconi ne ha approfittato per aggiornare i sammartinesi sui lavori in corso, a partire dal rifacimento in corso della piazza principale. Necessari, ma che stanno creando difficoltà ai commercianti che si affacciano proprio sulla piazza.

“Facevo duecento scontrini al giorno – ricorda la titolare di un forno – adesso sono scesa a sessanta. I lavori vanno fatti, gli operai lavorano anche con la pioggia, ma comunque è importante che si rispettino i tempi. Non è solo un problema mio”.

Una volta ultimati, cambierà la sosta. Non più selvaggia e non per tutta la giornata. “Regolamentandola a ore, fermo restando i residenti – osserva Martina Minchella – ne trarranno beneficio pure le attività, visto che non tutti i parcheggi saranno occupati perennemente. Al momento opportuno ne discuteremo insieme”.

Intanto i lavori potrebbero non fermarsi alla sola piazza. “Con i risparmi derivanti dal ribasso d’asta – osserva Saraconi – con l’architetto Gai stiamo studiando la possibilità di non fermarci alla piazza, ma recuperare anche la strada in salita.

E’ un intervento da fare in ogni caso. In collaborazione con la Fondazione Carivit stiamo pensando a un intervento pure alla porta d’accesso, mentre vorremmo predisporre i passaggi per in futuro eliminare i cavi dalle facciate dei palazzi, quando si rifaranno le facciate”.

Quindi l’illuminazione artistica della fontana e pure di palazzo Doria Pamphili e dell’abbazia, intervento a cura della ditta che si è aggiudicata l’appalto, interventi che si aggiungono a quelli previsti a Viterbo in piazza del Comune e al duomo.

Poi il tratto d’acquedotto in strada Filante.

Fra i residenti, qualcuno è scettico, altri sembrano soddisfatti: “Dopo trent’anni in cui non hanno fatto niente – dice un abitante della frazione – va bene così, per ora accontentiamoci”.


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