Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ieri, 4 gennaio, all’incontro di Piazza democratica presso la federazione provinciale del partito democratico, si è preso atto che il segretario provinciale ha composto la sua segreteria.
Facciamo i migliori auguri di buon lavoro alla neosegreteria e al segretario, che ringraziamo per la disponibilità formalmente manifestata, ma nella riunione è emersa chiaramente l’opinione, condivisa da tutti i militanti che hanno partecipato, che non sia possibile per Piazza democratica, e comunque per tutti coloro che hanno perseguito il rinnovamento.
E ciò intanto per il fatto che l’organismo, così come attualmente composto, appare il frutto dei soliti equilibrismi tra le correnti; ma soprattutto per il fatto che, allo stato, non crediamo ancora possibile scommettere che si tratterà di una gestione del partito capace di quel rinnovamento rivoluzionario che perseguiamo, e non invece una gestione del governare solo per il governare.
Ribadiamo la nostra determinazione di lavorare nel partito e per il partito democratico, e avendo come obiettivo lo spirito più unitario possibile; tuttavia, non sono gli incarichi negli organismi che perseguiamo, come nella logica dei capi corrente, ancora tutt’altro che estinta in questa provincia).
Noi perseguiamo un partito nuovo, un rinnovamento decisivo, che riavvicini quei molti che si sono allontanati, che restituisca la parola ai territori, che premi le eccellenze (e non le appartenenze), che sia strumento di innovazione e non di conservazione.
Peraltro, non possiamo non ravvisare un netto e preciso segno di chiusura nei nostri confronti anche nella costituzione – quasi contemporanea – della segreteria dell’unione comunale di Viterbo, di cui abbiamo appreso addirittura dai giornali, non essendo stati informati neppure da una telefonata; evidentemente, il segretario dell’unione, mentre annuncia di voler rappresentare tutte le sensibilità (che brutta parola che sa di vecchia politica) non ci considera neppure più interlocutori.
Ecco, noi non siamo affatto convinti che chi si appresta a gestire il partito, primi tra tutti i capi corrente, abbia davvero capito che è ora di cambiare tutto.
Se e quando ci convinceremo, con prove dei fatti, non mancherà il nostro apporto.
Matteo Renzi, meno di un mese fa, ha raccolto il voto di tre milioni di italiani; che con il voto hanno chiesto al partito democratico di avere coraggio, il coraggio di scelte forti, di cambiamento e definitive.
Nella riunione di ieri, comunque, tutti hanno riconfermato la determinazione di prestare la propria passione al partito democratico, continuando, per quanto possibile, ad essere strumento di rinnovamento e di innovazione nel partito, sui territori, nella società.
Da questo punto di vista, valorizzando anche il lavoro iniziato alla Leopoldina in occasione del congresso, proseguiranno gli approfondimenti tematici, da cui non mancheremo di far uscire proposte pratiche – molto pratiche – di innovazione e rinnovamento del partito e della politica; dalla capacità e volontà di accogliere queste proposte, che vorranno essere la fine del partito dei capicorrente, comprenderemo il vero spirito della attuale direzione del partito; se troveremo condivisione, il nostro contributo non mancherà mai.
Alessio Trani
Piazza Democratica
