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Forestale intercettato nell’ufficio del sindaco indagato

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Roberto Mancini

Roberto Mancini

L'imprenditore Domenico Chiavarino

L’imprenditore Domenico Chiavarino

Una delle cave a Civitella D'Agliano, in località Ontaneto

Una delle cave a Civitella D’Agliano, in località Ontaneto

Una delle cave a Civitella D'Agliano, in località Ontaneto

Civitella D’Agliano – Un incontro tra un ispettore della forestale e il sindaco, indagato dalla stessa forestale. Era il gennaio 2008.

Intercettando il primo cittadino di Civitella D’Agliano Roberto Mancini, i forestali del Nipaf si accorgono dei contatti tra il sindaco indagato per corruzione e il loro collega C.R., all’epoca comandante della forestale a Bagnoregio.

L’ex ispettore capo è sotto processo per abuso d’ufficio. Di quel colloquio nell’ufficio di Mancini ha parlato ieri mattina in aula il sovrintendente Stefano De Carli.

“Abbiamo iniziato a intercettare Mancini il 4 gennaio 2008. L’indagine “Miniera d’oro” riguardava le cave abusive fatte passare per bonifiche agrarie in località Ontaneto, a Civitella”. Per quei fatti il sindaco è tuttora imputato per corruzione insieme all’imprenditore Domenico Chiavarino. “Il 26 gennaio il nostro collega C.R. va a parlare col sindaco nel suo ufficio. Da quel momento abbiamo preso le distanze, evitando di coinvolgerlo nelle indagini”.

Dal 2006 i forestali tenevano d’occhio Civitella e i suoi terreni scavati e “foracchiati”. Sulla carta si trattava di bonifiche agrarie. Ma dalle indagini risultava che Chiavarino, anziché ricevere un compenso per bonificare i terreni, pagava i proprietari per estrarre ghiaia da rivendere. Il tutto, secondo l’accusa, con la complicità di Mancini, che dall’imprenditore avrebbe preso una tangente da 20 mila euro. Soldi che  il sindaco dice di aver preso solo come parcella, per un suo incarico di geometra.

Gli scavi sempre più ampi e profondi della ditta Chiavarino avevano messo in allarme la forestale: per ben due volte, tra il 2006 e il 2008, il Nipaf  di Marco Avanzo multa Chiavarino e i proprietari dei terreni per attività di cava abusiva. Ma il primo verbale di sanzione amministrativa viene archiviato. Forse anche con l’aiuto dell’ex ispettore di Bagnoregio.

“C.R. mi disse che nel verbale del Nipaf non erano riportate le profondità degli scavi e che lo avrebbe detto al sindaco, in modo che potesse archiviarlo”. Lo dichiara il secondo testimone. Un altro forestale, presente anche lui all’incontro tra C.R., Mancini e Chiavarino nell’ufficio del sindaco. Il forestale aggiunge: “L’ispettore capo e il sindaco suggerirono a Chiavarino di ridurre i fronti di escavazione”. Un’affermazione che, per il pm Fabrizio Tucci, conferma i consigli di C.R. ai due indagati, mentre l’avvocato Roberto Massatani ritiene che l’ex ispettore volesse solo ribadire l’illegalità dell’attività di cava. Per questo bisognava “ridurre i fronti di escavazione”.

In più, fa notare la difesa, nel settembre 2006, era stato proprio C.R. a richiedere una verifica in località Ontaneto per gli scavi della ditta Chiavarino.

Il processo continua a marzo.


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