Vetralla – Durante la notte di Capodanno sono stati mandati in frantumi due vetri di palazzo Paolocci, storico palazzo di Vetralla dove ha sede la casa editrice Ghaleb.
Le ipotesi lasciano pensare a una rottura volontaria probabilmente causata da corpi contundenti o materiale esplosivo che ha provocato lo spargimento di vetri per gran parte dei locali. “Entrando nella sala- racconta Davide Ghaleb – ho trovato vetri praticamente dappertutto; se ci fosse stato qualcuno all’interno sarebbe stato ferito anche in modo grave dai frammenti”.
L’editore, durante la giornata del primo gennaio si è subito recato alla stazione locale dei carabinieri e ha esposto denuncia contro ignoti. Non è la prima volta che Ghaleb denuncia fatti contro la propria persona: ha già in passato esposto una denuncia per ingiurie e subìto danni alla propria auto.
Essendo la casa editrice vicina alla sede della banca Carivit, è possibile che la telecamera esterna abbia ripreso i vandali.
L’editore punta poi l’attenzione sul degrado diffuso in tutto il paese, in cui non c’è più nessun controllo riguardo alle più elementari norme civili. “Nulla più è salvaguardato – prosegue Ghaleb- gli antichi edifici, le chiese con le loro opere d’arte, le vecchie attività di lavoro. L’intero centro storico è stato trasformato in una periferia di metropoli dove non esistono più regole comportamentali.
Lavori di ristrutturazione che lasciano a desiderare; cartelli pubblicitari, probabilmente anche abusivi, sparsi a pioggia per le strade; soste selvagge lungo tutta la via centrale del paese”.
Insomma, una denuncia a tutto tondo che parte sostanzialmente da una diffusa mancanza di educazione, ma le critiche di Ghaleb sono anche verso “una politica miope che si è perpetrata ormai da più di vent’anni priva di ogni atto amministrativo nel segno della tutela del territorio e dei beni comuni”.
Sono note le battaglie che la casa editrice ha portato avanti negli anni con le sue pubblicazioni e con manifestazioni su temi storico-culturali. L’editore conclude rimarcando il suo rammarico provocato dal continuo disprezzo per il patrimonio storico e per l’indifferenza dell’amministrazione comunale nel raccogliere suggerimenti pervenuti da quanti possono portare soluzioni alla causa dei problemi sopra esposti.


