Viterbo – Raccolta differenziata nel caos. Strade colabrodo, senza nessun intervento. Acqua all’arsenico. Una politica culturale a esser buoni discutibile. Tutta finalizzata a far contento qualche amico. L’economia che langue.
Certo molte di queste piaghe d’Egitto ce le portiamo dietro da qualche tempo o sono conseguenza della crisi generale del paese. Certo le precedenti amministrazioni non hanno fatto nulla. O hanno fatto danni. Certo sono pochi mesi che Michelini si è insediato. Ma la sensazione è che quel cambio in cui si sperava non solo non c’è stato, ma quando c’è stato, c’è stato in peggio. E va detto che era difficile fare peggio… Vuol dire che c’è stato impegno e applicazione.
Il paradigma di tutto questo è la sedicente raccolta differenziata. L’assessora Saraconi ha mostrato un disprezzo per i cittadini inimmaginabile. Il servizio non solo è inadeguato, ma fondato sul principio dell’informazione zero per i sudditi.
L’ultimo esempio e scempio sono state le isole di prossimità per le aree non servite dal porta a porta. Diciamo, per carità di patria, che il servizio è scadente e confuso. Per esser buoni. Con le isole di prossimità collocate a cavolo di cane e regole cretine. Basti pensare al vincolo a una sola isola di prossimità per zona. Per la cronaca a casa degli utenti delle zone non servite non è arrivata neppure una letterina esplicativa del comune. Eppure in campagna elettorale le letterine arrivavano in tutte le famiglie. Eccome.
Passiamo alle strade. Siamo a zero metri asfaltati. Passiamo all’acqua. Non si può bere. Passiamo alla cultura… e ci fermiamo perché abbiamo fatto il fioretto d’esser buoni.
Ora, il Pd è l’unico partito strutturato che c’è in maggioranza. Sel non conta, sia perché non si è svegliata dal dormiveglia dogmatico, come diceva Kant, sia perché l’assessore di riferimento esterno (quando si dice la metafisica!) si deve esser perso nei meandri di palazzo dei Priori. Un nulla nullificante.
Il Pd è anche il partito di maggioranza relativa. Ha un suo segretario comunale, tal Calcagnini, un capogruppo, tal Serra, e un segretario provinciale, tal Egidi. E allora si faccia sentire. Ma possibile che Renzi non insegni nulla? Possibile che Serra non senta l’obbligo di porre uno stop a questa melassa del dolce far nulla, quando va bene, e alla distruzione del rapporto tra amministrazione e cittadini, quando va male?
Ma veramente si sta aspettando che la città venga risucchiata e annichilita in quella sorta di buco nero che sta diventando l’amministrazione Michelini?
Ernie Souchak


