Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In riferimento alla lettera pubblicata dal consigliere comunale Troncarelli in merito agli “infermieri di quartiere”, la scrivente organizzazione sindacale ritiene opportuno precisare alcuni aspetti riguardanti l’argomento.
Sorvoliamo sul termine che ricorda vagamente e sinistramente il progetto di carattere nazionale dei “poliziotti di quartiere” ampiamente pubblicizzato e ovviamente naufragato nel nulla.
Il progetto peraltro è interessante anche se non nuovo e recentemente proposto in termini similari da più parti.
Quello che più ci preme però è chiarire alcuni aspetti che appaiono nebulosi.
Per primo che già esiste un servizio di tale natura (Painf) di cui sarebbe opportuno pianificarne un potenziamento prima di creare inutili doppioni.
Quale sarà il rapporto tra la prossima organizzazione delle “case della salute” e questa ipotesi di servizio.
Come eventualmente si articolerà il rapporto tra comune, asl e regione, anche di sostenibilità economica, nella gestione di tali strutture.
Questo soprattutto in considerazione delle attuali difficoltà dal punto di vista del personale infermieristico che hanno messo in sofferenza molti servizi ospedalieri e territoriali che con enorme difficoltà e carenza di personale si cerca di mantenere.
Ecco, questi sono alcuni interrogativi che questa organizzazione sindacale si pone.
Ovviamente nessuna contrarietà di fondo all’istituzione di questo servizio.
Gradiremmo però capire, partecipare e dare il nostro contributo di esperienza e conoscenza della realtà sanitaria e infermieristica prima di veder pubblicati annunci che, come spesso è accaduto, rimangono nel vuoto.
Roberto Melchiorri
Segreteria provinciale Fials
