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Le Terme possono usare tutta l’acqua necessaria allo stabilimento

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Le terme dei papi

Antonio Delli Iaconi

Antonio Delli Iaconi 

Viterbo – Le Terme dei Papi possono utilizzare tutta l’acqua termale necessaria al funzionamento dello stabilimento, quindi anche oltre i 14 litri al secondo previsti dalla concessione.

Lo ha stabilito il Tar, accogliendo il ricorso presentato dai gestori, la famiglia Sensi, contro l’atto predisposto dalla regione.

“Nel documento – ricorda l’assessore Antonio Delli Iaconi – la regione diffidava dall’uso dell’acqua al di sopra della quantità dei quattordici litri al secondo.

I giudici sostengono che la concessione dello stabilimento contiene un addendum che specifica come l’acqua che loro possono attingere è quella che serve per la conduzione dello stabilimento”.

In pratica, il limite dei quattordici litri del primo contratto è superato dall’addendum. Ma a quanto ammonta la quantità necessaria?

“Questo addendum – continua Delli Iaconi – inserito successivamente rispetto al primo contratto di concessione stipulato, non lo indica.

Nella definizione della sub concessione lo faremo meglio, magari attraverso un accertamento tecnico per stabilire in modo oggettivo quanta acqua occorra allo stabilimento.

Teniamo conto che oggi, con l’evoluzione della tecnologia, è possibile risparmiare acqua”.

Contro la decisione del Tar si può pure ricorrere: “Al consiglio di stato – osserva Delli Iaconi – lo faremo semmai in accordo con la regione, perché era la regione che imponeva con un suo atto d’interrompere il flusso che eccedeva i quattordici litri al secondo e dava mandato al comune d’intraprendere la procedura per la rescissione della sub concessione, atto ora annullato.

Quindi è la regione a dover decidere, il comune è di conseguenza, essendo l’ente incaricato dell’attuazione”.

 


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