Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore e cari lettori,
volevo segnalarvi che in questi ultimi due anni ho notato un’anomalia abbastanza ricorrente sulle strade della nostra provincia.
Si è presa infatti la bellissima abitudine di riasfaltare le strade, cosa sempre molto gradita a tutti, senza però che venga ricostituita la segnaletica orizzontale (striscia di mezzeria e strisce laterali) né tantomeno quella verticale (paracarri catarifrangenti, cartelli di pericolo caduti/danneggiati, ecc.).
Mi chiedo, e chiedo agli addetti ai lavori, se questa sia la nuova policy da parte dell’ente appaltante (di solito la provincia), viste le tanto sbandierate contrazioni dei costi (nel qual caso sarebbe bello sapere quanto la segnaletica incida sul computo totale dell’opera), o se è solo un modo, da parte dell’impresa appaltatrice, di risparmiare tempo e denaro nella realizzazione dell’opera, limitandosi ad esporre il cartello a sfondo grigio con sopra un pennello (segnale n°131) che vuol dire che temporaneamente non vi è segnaletica stradale, o che si stanno effettuando i lavori necessari alla realizzazione della segnaletica stradale.
Fatto sta, che su molte nostre strade provinciali, per tre stagioni l’anno, c’è il ben conosciuto problema della nebbia, spesso fitta, con il quale molti tra lavoratori e studenti, giovani e meno giovani, hanno a che fare ogni mattina, sera o notte. Molto spesso, in condizioni di nebbia e nel buio delle tratte extraurbane, la striscia di mezzeria diventa un riferimento essenziale per rimanere in carreggiata con un minimo di sicurezza.
In un momento in cui si parla di ripristinare e di aumentare la sicurezza sulle strade per evitare le stragi del mi pare che questo modo di realizzare le opere vada esattamente nella direzione opposta, rischiando di innescare anche le stragi del lunedi, martedi, mercoledì, giovedi e venerdì, di mattina, di sera e di notte.
Non dimentichiamoci che sulle strade della provincia, nel solo 2013, ci sono stati più di 20 morti.
Mario Anselmi
