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Manca non era in ospedale

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Angela Manca con il figlio Attilio

Angela Manca con il figlio Attilio 

Il fratello di Attilio, Gianluca Manca

Il fratello di Attilio, Gianluca Manca 

Viterbo – Attilio Manca non era in ospedale a Viterbo nei giorni del ricovero di Bernardo Provenzano a Marsiglia.

A rivelarlo è il programma “Chi l’ha visto”. La trasmissione di Rai3 è tornata a occuparsi ieri sera del caso del giovane medico siciliano trovato morto dieci anni fa nella sua casa a Viterbo. 

Il giornalista Paolo Fattori ha scoperto alcune discrepanze tra un verbale della squadra mobile, all’epoca coordinata da Salvatore Gava, e i fogli di presenza dell’ospedale Belcolle, dove Attilio lavorava come urologo.

Una relazione dell’allora capo della squadra mobile viterbese attestava che Manca era di turno all’ospedale nei giorni dell’operazione di Provenzano alla prostata in Francia. Il periodo considerato va dal 22 ottobre al 4 novembre 2003.

Ma dai fogli di presenza di Belcolle risulterebbe che il medico non era a lavoro né il 25, né il 26 ottobre e che il 30 aveva staccato prima del solito. Dov’era Manca in quelle ore? Forse non a Marsiglia. Ma sicuramente nemmeno all’ospedale dove, invece, lo vorrebbero gli atti della polizia. 

Un errore, forse. Ma la trasmissione di Rai3 fa ampio riferimento alla condanna definitiva di Gava per un verbale falso, nell’ambito del G8 di Genova.

La presenza in ospedale dell’urologo siciliano proprio in quei giorni è un altro dei punti sui quali la difesa ha ingaggiato un duro braccio di ferro con la famiglia Manca. La madre Angela ha sempre sostenuto che Attilio, in quel periodo, fosse in Costa Azzurra. Ricorda nitidamente di aver ricevuto due telefonate del figlio dalla Francia, in cui parlava di un non meglio precisato intervento. Forse proprio quello al capo della mafia siciliana, che potrebbe aver poi scelto di eliminarlo in quanto testimone scomodo.

Ma di quelle telefonate non c’è traccia nei tabulati.

Per i familiari di Manca, quel verbale non conforme ai fogli di presenza può anche non significare che Attilio era in Francia a operare Provenzano, ma mette nero su bianco la superficialità delle indagini. “Il procuratore capo Pazienti e il pm Renzo Petroselli si passassero una mano sul cuore – ha detto il fratello Gianluca in trasmissione -. Si chiedessero, una buona volta, se hanno indagato a 360 gradi”.

Poi l’appello alla Cancellieri sull’interrogazione di 41 senatori che le chiedevano un’ispezione al tribunale di Viterbo. “Aspettiamo una risposta da settembre – ha concluso Gianluca Manca -. Visto che per certi suoi “amici” si è mossa, n0n vediamo perché non debba farlo per noi”. 

Intanto l’udienza preliminare per Monica Mileti, rimasta l’unica indagata per la morte di Attilio, è fissata al 13 gennaio.

Per la procura, è stata lei a fornire all’urologo la dose di eroina che lo ha ucciso il 12 febbraio 2004, dopo averla iniettata mista a sedativi con una piccola siringa da insulina.

L’udienza preliminare cade proprio durante lo sciopero indetto dall’Unione camere penali. Proprio per questo, la seduta potrebbe slittare ad altra data.


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