Viterbo – Sono 36 gli indagati della megarissa in carcere scoppiata a Mammagialla il primo dell’anno.
La procura di Viterbo avrebbe iscritto nel registro degli indagati tutti i detenuti coinvolti nella zuffa scoppiata nella sala socialità del penitenziario viterbese, reparto penale D2.
Un listone di inquisiti che potrebbe presto accorciarsi: l’indagine, per ora, riguarda tutti i detenuti che, nel giorno di Capodanno, avrebbero preso parte alla lite. Ma è altamente probabile che non tutti fossero armati. C’è da capire chi ha colpito e chi, semplicemente, ha subito, riportando ferite nell’agguerrita lotta scoppiata all’improvviso nel reparto detenuti comuni.
Dettagli che dovranno essere chiariti durante gli interrogatori programmati dagli inquirenti.
In dodici finirono in ospedale dopo la rissa a coltellate. A Belcolle furono portati a scaglioni, bloccati dalla polizia penitenziaria e soccorsi dai sanitari. In tre sono arrivati al pronto soccorso in codice rosso. Nessuno è mai stato in pericolo di vita.
In sei sono stati dimessi subito. Gli altri sono rimasti per più giorni in osservazione a Mammagialla.
Sui motivi, l’ipotesi più accreditata, al momento, sembra essere quella del regolamento di conti tra due diversi gruppi di detenuti, italiani da un lato, stranieri dall’altro, a prevalenza romena. Ma sulle ragioni che li hanno portati a impugnare i coltelli, potranno essere più precisi i detenuti stessi. Sempre negli interrogatori.
