Viterbo – (p. p) – Ncd: Inopportune le dimissioni di Meroi. Udc: Un gesto forte, speriamo non ci ripensi. FdI: La questione non ci appassiona.
Non si sprecano i commenti dei gruppi politici di palazzo Gentili dopo le dimissioni di Marcello Meroi che ieri, in una lettera al presidente del consiglio Francesco Bigiotti, ha annunciato di voler lasciare l’incarico dopo l’incontro con la maggioranza.
La mancanza di condivisione sul numero degli assessori lo ha portato ad abbandonare. Da una parte, infatti, il Nuovo centrodestra chiede la riduzione della giunta e, dall’altra, il resto della maggioranza si dice favorevole al taglio dei costi, ma non della squadra.
Anche sulla scelta di Meroi gli animi si dividono. Contrario il Nuovo centrodestra. “Reputiamo inopportune le dimissioni di Meroi – dice il capogruppo Bruno Capitoni – anche perché siamo firmatari del documento presentato da Meroi in cui si chiedeva la ponderata rappresentazione delle forze politiche in giunta. Le dimissioni non risolvono nulla. Ci sono gruppi che dovrebbero rinunciare a poco e speriamo abbiamo il buonsenso di riflettere su questa possibilità. Meroi prenda in mano la situazione e la risolva.
D’accordo, invece, Francesco Bigiotti per l’Udc. “Apprezzo il gesto forte e spero non ci ripensi – commenta il presidente del consiglio -. Io avrei agito diversamente, coinvolgendo i consiglieri con il voto di sfiducia. Quello di Meroi è comunque un atto di responsabilità, ma il problema della questione è esclusivamente politico e non riguarda altro. La questione della riduzione dei costi, che avevo proposto di risolvere con la rinuncia da parte di tutti delle indennità, è solo un pretesto. Meroi ha riscontrato mancanza di unanimità e non si sente più garantito dalla maggioranza, per cui ha fatto bene a optare per questa soluzione”.
Minimizza invece Gianluca Mantuano. “La questione non ci appassiona – commenta il capogruppo di Fratelli d’Italia – e, per quanto ci riguarda, vorremmo solo continuare a fare amministrazione da qui alla fine del mandato. Siamo d’accordo alla riduzione dei costi della politica e i nostri assessori e consiglieri sono disposti a rinunciare alle indennità con un risparmio maggiore rispetto al taglio della giunta. Non capiamo la necessità di intervenire sulla formazione e non vorremmo che il taglio delle spese sia solo un pretesto per fare altri tipi di operazioni politiche”.
