Tarquinia – Slitta a marzo l’udienza preliminare per la morte della piccola Viola.
Del decesso della neonata, figlia di una coppia di Vetralla, venuta alla luce all’ospedale di Tarquinia e vissuta appena qualche ora, devono rispondere in quattro: due ostetriche e due ginecologi in turno la notte del 29 giugno 2012, quando Viola nasceva con tanta fatica.
L’udienza preliminare, prevista per ieri mattina davanti al gup Giorgianni di Civitavecchia, è rinviata al 27 marzo per i soliti problemi di notifica. Per quella data, accusa, difese e parte civile presenteranno le loro conclusioni davanti al gup, che deciderà del rinvio a giudizio.
Omicidio colposo, l’accusa. Per il pm Lorenzo Del Giudice, la piccola si sarebbe forse potuta salvare con un cesareo d’urgenza. Il sostituto procuratore accusa l’équipe medica di non aver diagnosticato un’anomalia del cordone ombelicale, con conseguenze letali per Viola, morta per una grave insufficienza respiratoria.
La madre arriva alle 22,30 del 29 giugno all’ospedale tarquiniese. Viola nasce con l’aiuto di una ventosa. I genitori si allarmano subito quando si accorgono che la bimba non piange. I medici provocano a rianimarla con ossigeno e iniezioni di adrenalina. Tutto inutile. La piccola muore all’alba.
I genitori, per ora parte offesa, si costituiranno parte civile alla prossima udienza, tramite i loro avvocati Paolo Delle Monache e Claudia Polacchi.
