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“O l’Ncd ci ripensa o tutti a casa e finisce questo teatrino”

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Felice Casini

Felice Casini

Viterbo – “O l’Ncd ci ripensa, o tutti a casa e finisce questo teatrino”.

Crisi in provincia, una svolta è lontana. Dal centro, il segnale del capogruppo Udc Felice Casini è chiaro: alle richieste di Capitoni e i suoi di tagliare un assessore all’Udc e uno a Fratelli d’Italia è stata già data risposta.

Negativa, con relativa controproposta: se come l’Ncd sostiene, il problema sono i costi della politica, via i compensi agli assessori, lasciando inalterato il numero e riduzione pure ai consiglieri.

“Non siamo disponibili a fermarci a discutere di chiacchiere da bar – sostiene Casini – noi vogliamo amministrare.

Non siamo interessati ai problemi interni del Nuovo centrodestra. Lasciamo tutto così com’è e pensiamo ad andare avanti, ragioniamo su cose importanti per i cittadini.

Sono stati approvati atti importanti, come i mutui per le strade e le scuole, interventi per dieci milioni di euro. Questo conta.

Non è possibile che ogni volta in cui in consiglio provinciale entra un nuovo elemento, si debba di nuovo modificare l’assetto della giunta. Insostenibile.

Le risposte vanno date ai viterbesi e non alle beghe dentro i partiti”.

La richiesta del Nuovo centrodestra è bocciata su tutta la linea. “Non abbiamo condiviso – continua Casini – luogo e modi.

Se l’Ndc ha a cuore i costi della politica, allora siamo disposti a tagliare le indennità degli assessori, lasciando solo un rimborso spese, lo stesso per i consiglieri.

Quando è stato portato a termine l’ultimo rimpasto, loro stessi dissero che quello sarebbe stato l’ultimo. Bene. Per noi quello l’ultimo rimane.

Quindi, se cade l’amministrazione, la responsabilità sarà loro”.

E se cade la provincia: “Poniamoci una domanda – si chiede Casini – chi se ne avvantaggia dall’azzeramento di una classe politica intera?

Noi la proposta l’abbiamo avanzata e non siamo disponibili a modifiche. Auspichiamo che ci sia un ripensamento, altrimenti si va a casa e finisce questo teatrino”.

Ma l’idea di tagliare i compensi è già stata bocciata dal Nuovo centrodestra, che al contrario sostiene come gli assessori lavorando, un riconoscimento economico lo debbano ricevere.

Allora il problema è economico o politico?

Giuseppe Ferlicca


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