Viterbo – “La tecnica del carpfishing necessita di una nuova regolamentazione, in grado di garantire l’esercizio della pesca sportiva e al tempo stesso la tutela dello stato di salute del lago di Bolsena. Stiamo quindi lavorando ad una proposta di modifica del regolamento approvato dal Consiglio provinciale nel 2006”.
Lo annuncia l’assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca Roberto Staccini sollecitato ad intervenire da più parti. Sotto accusa ci sarebbe in particolare un carico eccessivo di pescatori sul lago, cui va aggiunto un ricorso sproporzionato alla tecnica della pastura, che consiste nel gettare in acqua delle sostanze per attirare le carpe e farle affiorare in superficie. Sostanze che, pur essendo a norma, se gettate in grande quantità rischiano di compromettere la qualità delle acque.
“L’adozione di un nuovo regolamento non è più rinviabile – aggiunge Staccini – e stiamo lavorando ad una proposta di modifica da discutere nella Commissione consultiva sulla pesca ed in Consiglio provinciale. Non è in discussione il diritto di praticare il carpfishing, dal momento che quello della pesca sportiva è un hobby molto praticato e destinato ad avere ricadute positive anche sul piano economico.
E’ però necessario un riequilibrio della situazione ambientale del lago di Bolsena, come è emerso nell’ambito di un recente incontro che si è tenuto in Provincia con le categorie interessate, fissando in accordo con i Comuni del bacino lacuale, alcuni paletti indispensabili, non contemplati nel regolamento tuttora vigente. Occorre in particolare distribuire ed ottimizzare il carico dei pescatori sportivi sull’intero perimetro del lago, attraverso una rivisitazione, riduzione e diversa dislocazione delle attuali piazzole, oltre ad una limitazione delle gare sportive.
Essenziale poi – continua l’assessore – regolare la quantità di pastura consentita, prima e durante la pesca, ridimensionandone l’uso eccessivo che se ne fa attualmente”.
Naturalmente la Provincia avanzerà una proposta che sarà poi discussa nelle sedi competenti e con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati: “Non vogliamo penalizzare nessuno – tiene ancora a precisare Staccini – ma il Lago di Bolsena è una risorsa del territorio che va salvaguardata e preservata”.
