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“I problemi esistono, ma non creiamo colpevoli perché non ci sono”

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Il sindaco Leonardo Michelini e l'assessore Raffaela Saraconi

Il sindaco Leonardo Michelini e l’assessore Raffaela Saraconi

Ernesto Dello Vicario, Leonardo Michelini e Raffaela Saraconi

Ernesto Dello Vicario, Leonardo Michelini e Raffaela Saraconi

Il sindaco Leonardo Michelini e l'assessore Raffaela Saraconi

Il sindaco Leonardo Michelini e l’assessore Raffaela Saraconi

Viterbo – A marzo parte la raccolta dell’umido, in anticipo rispetto al programma e con un risparmio di 650mila euro per minor conferimento, entro un mese per 1200 utenze nelle zone C, agricole di nome ma non più di fatto, arriva il porta a porta e alle isole di prossimità sono pronti i controlli con le videocamere per stanare i furbetti, mentre il comune si metterà sulle tracce di quel 15% di utenze sconosciute ai fini Tarsu, ma che il nuovo sistema di raccolta ha fatto emergere.

Ultimi provvedimenti del comune sui rifiuti. Comunicati via conferenza stampa a palazzo dei Priori dal sindaco Michelini, l’assessora Saraconi e il dirigente Dello Vicario.

Obiettivo: tentare di spazzare via le polemiche sui disservizi che molti viterbesi sopportano.

Dal comune avvertono: i problemi ci sono, ma non i colpevoli. “Bene le segnalazioni che arrivano – precisa il sindaco Michelini – stiamo apportando tutte le modifiche necessarie, senza criminalizzare chi ha redatto il contratto prima di noi e tantomeno noi o l’assessore Saraconi.

L’assessore funziona e lavora bene, i problemi non sono della singola persona. Non creiamo colpevoli perché non ci sono. Dobbiamo lavorare in modo intelligente”.

Stessa linea della diretta interessata. “Il servizio – spiega Raffaela Saraconi – è stato stabilito da una delibera d’indirizzo da parte del consiglio comunale. Indirizzi che stiamo mettendo in atto.

Io non ho mai negato i problemi, che ci sono e dei quali mi sto quotidianamente facendo carico”.

Gli indirizzi però si possono cambiare, se si capisce che non funzionano del tutto. “Non entro nel merito del contratto – continua Saraconi – noi siamo arrivati e quello abbiamo trovato.

Col senno del poi è più semplice. Io penso che non si poteva prevedere con anticipo, se non mettendo in atto il servizio.

Ritengo che pure con il miglior contratto al mondo con l’impresa appaltatrice, qualcosa sarebbe accaduto. La raccolta porta a porta è come un abito su misura. Fin quando non lo indossi non si vede”.

Forse l’amministrazione ha preso coscienza con ritardo del problema e soprattutto, siccome la raccolta differenziata è stata estesa a Viterbo a zone, una volta constatato che in una zona la situazione non funzionava, ci si poteva fermare e apportare modifiche, piuttosto che completarla, con zero informazione al cittadino.

“In realtà – osserva Saraconi – le difficoltà riscontrate nel centro abitato, il primo a partire, le abbiamo risolte con rapidità. Anche se andava fatta senz’altro un’informazione capillare”. Anche perché, se si tira in ballo la delibera d’indirizzo e il contratto, la pubblicità sotto ogni forma era prevista.

“Comunque – insiste Saraconi – problemi enormi sono arrivati poi, con le zone C, quelle periferiche. Non abbiamo potuto fare tesoro dell’esperienza in centro, perché non è lì che ci sono state forti criticità, la città ha collaborato”.

Il sindaco Michelini non si nasconde dietro un dito, anche se: “Non voglio eludere il problema – spiega il primo cittadino – ma va detto che non dappertutto la situazione è negativa. Ieri abbiamo fatto un giro nella zona di Grotte santo Stefano, sulla Teverina.

Le isole di prossimità funzionano. Certo, è la zona Est, solo una parte, un resoconto parziale, ma non dappertutto la raccolta va male.

Dobbiamo modificare il contratto dove non va. Ci sono zone classificate come agricole, che non lo sono. Sono zone molto abitate, forse un tempo agricole.

Da Ponte di Cetti a Monte Pizzo, Monterazzano, occorre passare dalle isole ecologiche al porta a porta”.

Evitando i problemi attuali, anche se le utenze si preparino: oggi pagano solo il 30% essendo zona disagiata, con il servizio attivo, la tariffa sarà completa.

“La raccolta è un servizio complesso – incalza Saraconi – da appena un mese è stato completato tutto il territorio, il nostro lavoro è in corso.

Facciamo quotidianamente rilievi e andremo avanti finché non sarà tutto risolto. Torneremo in consiglio comunale per far approvare il porta a porta in zone agricole.

C’è ancora strada da fare, con la collaborazione dei cittadini”.

Pure di quelli “invisibili”. “Fra le criticità riscontrate con il nuovo sistema di raccolta nelle zone C – spiega Ernesto Dello Vicario – c’è pure il fatto d’avere riscontrato un 15% d’utenze in più, finora non censite ai fini Tarsu, gente che usufruisce del servizio, ma che al comune non risulta.

Poi la raccolta differenziata, oggi al 23%. E’ un risultato su cui pesa l’eccessivo conferimento nelle isole di prossimità.

Dovremo arrivare a breve al 30/35%”.

A palazzo dei Priori vogliono avere il piacere di conoscere quel 15% di viterbesi invisibili alla Tarsu e i viterbesi, se con le modifiche cambierà davvero qualcosa. Possibilmente in meglio.

Giuseppe Ferlicca


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