- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Se il comandante in capo dice che funziona…

Condividi la notizia:

Ernie Souchak

Ernie Souchak

Emergenza rifiuti - Ecco come era stata concepita l'isola di prossimità di ponte dei Cetti all'inizio

Emergenza rifiuti – Ecco come era stata concepita l’isola di prossimità di ponte dei Cetti all’inizio – Incredibile!

Foto di sabato 4 e domenica 5 gennaio
Emergenza rifiuti - Isola di prossimità Ponte di Cetti

Emergenza rifiuti – Isola di prossimità Ponte di Cetti

Emergenza rifiuti - Isola di prossimità strada Montepizzo

Emergenza rifiuti – Isola di prossimità strada Montepizzo

Emergenza rifiuti - Isola di prossimità strada Montepizzo - Strada Cuculo

Emergenza rifiuti – Isola di prossimità strada Montepizzo – Strada Cuculo

Emergenza rifiuti - Isola di prossimità strada Palomba

Emergenza rifiuti – Isola di prossimità strada Palomba

Emergenza rifiuti - Isola di prossimità strada Rinaldone

Emergenza rifiuti – Isola di prossimità strada Rinaldone

Emergenza rifiuti - Isola di prossimità strada Montarone

Emergenza rifiuti – Isola di prossimità strada Montarone

Emergenza rifiuti - Isola di prossimità strada Ellera

Emergenza rifiuti – Isola di prossimità strada Ellera

Emergenza rifiuti - Isola di prossimità strada Castiglione

Emergenza rifiuti – Isola di prossimità strada Castiglione

Emergenza rifiuti - Isola di prossimità Ponte di Cetti

Emergenza rifiuti – Isola di prossimità Ponte di Cetti

Emergenza rifiuti - Isola di prossimità strada Freddano

Emergenza rifiuti – Isola di prossimità strada Freddano

Emergenza rifiuti - Isola di prossimità strada Freddano

Emergenza rifiuti – Isola di prossimità strada Freddano

Emergenza rifiuti - Isola di prossimità strada Filante

Emergenza rifiuti – Isola di prossimità strada Filante

Emergenza rifiuti - Isola di prossimità strada S. Cataldo

Emergenza rifiuti – Isola di prossimità strada S. Cataldo

Emergenza rifiuti - Isola di prossimità strada Repoglio - Strada Palanzana

Emergenza rifiuti – Isola di prossimità strada Repoglio – Strada Palanzana

Emergenza rifiuti - Isola di prossimità strada Pian Di Cerro

Emergenza rifiuti – Strada Pian del Cerro

Viterbo – Se il comandante in capo dice che funziona… funziona! Io ci credo. Non ci sono cazzi. Io sono di Chicago, sono americano e quando Obama dice una cosa io ci credo. Se poi mente, allora faccio di tutto per cacciarlo.

Nei periodi di tempo in cui vivo a Viterbo e collaboro con Tusciaweb, il mio comandante in capo è Michelini, ovviamente. E guai chi lo tocca o mette in dubbio la sua parola. Fino a prova contraria. L’altro giorno il comandante in capo ha spiegato che, sì, qualcosina che non va forse c’è pure a voler cavillare, ma la differenziata a Viterbo funziona… E io ci credo!

E allora, caro Michelini, proprio per corroborare le affermazioni del mio comandante in capo viterbese, ho iniziato a fare un giro per il comune. Ho iniziato dalle aree non servite dal porta a porta ma che debbono fare comunque, e giustamente, la differenziata.

Fotocronaca: La differenziata funziona…

Io sono un sistematico e per prima cosa guardo l’elenco delle isole di prossimità inviato in redazione dall’azienda che raccoglie i rifiuti. Purtroppo è di poca utilità. Mancano i numeri civici o il chilometro in cui si trovano le isole. Che sono, a volte, in strade di una certa lunghezza. Ma fa niente, vado a vedere la planimetria delle isole, sempre inviata a un nostro redattore dall’azienda. Peggio che andare di notte. Per capire quella cartina ci vuole un esperto cartografo. Come dire un primo sentore di vero disprezzo per i cittadini. Come dire: se volete buttare la vostra monnezza andatevele a cerca’ le isole di prossimità. Cazzi vostri. Non ci vuole Umberto Eco per capire che il livello di comunicazione è intorno allo zero.

Faccio un ultimo tentativo: vado sul sito della ditta che fa la raccolta e… sono salvo. Proprio sulla sinistra in alto si trova una bella immagine con su scritto: “Dove lo butto – Guida interattiva alla raccolta differenziata”. Sì, va beh, nei siti le cose importanti andrebbero messe in alto a destra, perché, come spiega Google, è lì che cade l’occhio, ma non voglio e non devo essere pignolo. Fiducioso clicc o e, meraviglia delle meraviglie, c’è un bel form che invita a scrivere cosa si vuole buttare e non dà nessuna informazione sulle isole. Spiega solo in quale tipo di cassonetto o altro buttare. Nessun indirizzo.

Per trovare l’elenco delle isole bisogna fare un doppio tuffo  all’indietro rovesciato carpiato e andare dentro “Raccolta porta a porta”, che nulla ha a che vedere con le isole, e poi dentro “dettagli” del comune di Viterbo. Ma quello che si trova sono le solite indicazioni a dir poco approssimative. Forse l’informazione ci sarà, ma mi arrendo e vado direttamente a caccia del cassonetto.

Parto alla ricerca dell’isola che viene indicata per chi vive nell’area di ponte di Cetti. Dopo un’ora e mezza di ricerca, domandando a destra e sinistra,  la trovo. E’ in pratica una discarica a cielo aperto. Continua la mia ricerca e fotografo le isole. Trovo di tutto: dalle montagne di rifiuti agli ingombranti, dall’immondizia bruciata ai gruppi di sacchetti senza cassonetti. E poi strade dove cerca cerca non trovi l’isola che pure nell’elenco c’è. Ma evidentemente la colpa è mia che non son capace.

Ora come vede caro comandante in capo, io ho provato a corroborare la sua affermazione, ma debbo dire che i cittadini si trovano troppo spesso in realtà nell’impossibilità di poter fare la differenziata in queste zone. A volte un mare di immondizia non permette neppure di avvicinarsi ai cassonetti. Altre volte l’isola non si trova. Altre ancora è stata appena spostata.

Un mio amico di origini novaresi è una settimana che ha la sua differenziata sul suo furgone e non riesce a smaltirla perché trova l’isola di via Monte Pizzo sempre stracolma. Non sa più cosa fare. E lui è uno di quelli che la riporta a casa l’immondizia. E’ uno tenace.

Quelli meno tenaci, sbagliando e rischiando sanzioni credo, lasciano l’immondizia a volte ben sistemata vicino al bidone di rifermento. Carta con carta, plastica con plastica.

Dopo il giro è chiaro che c’è una vera emergenza rifiuti, con tanto di fuochi per distruggirli. I fuochi, spenti, li abbiamo trovati in almeno due isole.

Ora se lei dice che il metodo adottato funziona, che tutto è ok, allora se ne deduce che sono i viterbesi che sono degli emeriti zozzoni.

Verrebbe da dire proprio così ma poi si comincia a ragionare.

E si comincia ad analizzare cosa non va in questo metodo.

Prima cosa l’informazione. Ma non quella sui giornali. Quella porta a porta. Nelle case e nei luoghi dove prima le persone trovavano i cassonetti della non differenziata. Ebbene la comunicazione vera è stata zero nelle zone non servite dal porta a porta. Intempestiva, scadente e confusa dove si fa il porta a porta.

Qualche esempio di come non è stata fatta informazione.

Anche un bambino delle elementari sa che quando si fa un cambiamento qualche disagio c’è. Ebbene prima, mesi prima, di far partire il porta a porta o la differenziata, anche un bambino metterebbe su un sito internet, invierebbe comunicati ai giornali a raffica, avvrebbe  creato un numero verde degno di questo nome. Non dico h24 ma almeno 12 ore al giorno anche nel fine settimana. In compenso si sono fatte le assemblee, capite 50mila persone in assemblea… Molte di queste cose sono state fatte in realtà a differenziata partita. Una follia.

Sapete quando è stato messo il depliant di spiegazione delle differenziata nel palazzone dove lavoro? Il giorno stesso in cui sono arrivati i cassonetti. Incredibile. Nessun rispetto dei cittadini.

Sapete quando si è capito che i cassonetti, che si trovano in un luogo aperto e accessibile, non sarebbero stati svuotati perché in proprietà privata? Giorni e giorni dopo la partenza della differenziata e dopo decine di telefonate.

Stessa cosa nelle zone non servite. Nessuna indicazione nelle case e dove erano i vecchi cassonetti sul cambiamento in atto. E da un giorno all’altro ti ritrovi cacciatore di cassonetti, senza saperlo.

Sa io che avrei fatto? Avrei inviato un volantino in tutte le case con tutta la tempistica del cambiamento e le modalità un mese prima, poi quindici giorni prima, poi pochi giorni prima. Poi avrei messo dei cartelli in tutti i luoghi in cui prima si buttavano i rifiuti con indicazioni chiare e precise sulle isole di prossimità da usare. Insomma semplice informazione al momento giusto, con una spesa esigua. Altro che pagine sui giornali, che il cittadino non è obbligato a leggere, caro comandante in capo.

Non basta. In alcune zone non servite, sono stati sostituiti decine di vecchi cassonetti indifferenziati con un’isoletta così composta: un cassonetto per l’indifferenziata e tre per la differenziata. Una follia. E dopo la colpa è dei cittadini.

Un esempio è proprio l’sola ponte di Cetti che serve le seguenti strade: Montigliano, Felcete, Due Casali, Torre del Guercio, Paliano, Quartuccio, Castellaccio
. Ciascuna strada prima servita da 6, 8, 10 cassonetti di indifferenziata. E per sostituirli il genio di turno ne mette quattro. Incredibile!

I cassonetti sono stati aumentati ma sono ancora e di molto sottodimensionati, almeno con questa frequenza di raccolta.

Sapere quanti cassonetti ci vogliono in una zona è semplice. E’ un fatto di matematica elementare. Si guarda quanti cassonetti c’erano prima e la frequenza di raccolta e si fa la proporzione con la nuova frequenza. Se si raccoglie più lentamente, ci vogliono più cassonetti. Se la frequenza aumenta, meno.

La proporzione venti o trenta a quattro non s’era mai vista.

Le fesserie nel metodo di raccolta non sono solo queste, ma ci ritornerò in futuro. La cosa certa è che l’algoritmo applicato non funziona. E se un algoritmo non funziona nella pratica, vuol dire che non funziona in assoluto.

Insomma va bene tutto ma di fronte alla totale inadeguatezza non si può dare la colpa ai viterbesi. E soprattutto non la si può dare a quelli, e sono certo sono la stragrande maggioranza, che la differenziata la vogliono fare. Anzi già la facevano. I viterbesi pagano le tasse e hanno il dovere di comportarsi correttamente, ma anche il diritto a un servizio decente e minimamente adeguato alle loro esigenze.

Quello attuale non lo è da tutti i punti di vista. E la cosa più strana è che a boicottare la differenziata è proprio il comune non facendo ciò che dovrebbe fare e ostacolando cervelloticamente i cittadini che la vogliono fare.

Un servizio che potrebbe diventare un pericolo anche per la salute dei viterbesi, visto che c’è chi ha iniziato a dar fuoco all’immondizia.

Ah dimenticavo, comandante in capo dia uno sguardo alla fotocronaca realizzata tra sabato e domenica nelle isole di prossimità. Appare lampante come dice lei: la differenziata funziona…

Un buon anno da
Ernie Souchak


Condividi la notizia: