Viterbo – Rifiuti di Roma trattati a Viterbo, fra ottobre e novembre il totale d’immondizia capitolina finita all’impianto tmb di Casale Bussi è pari a quasi seimila tonnellate.
Il consigliere regionale Nuovo centrodestra Daniele Sabatini in queste settimane ha raccolto informazioni e documenti su una vicenda tutt’altro che chiara.
Non tanto nella parte del trattamento a Casale Bussi, quanto in quella dello smaltimento a Monterazzano. Ovvero, per quei rifiuti che dopo essere stati trattati, non sono rientrati nella capitale, ma sono andati a Monterazzano, ovvero, sono rimasti a Viterbo, andando a incidere su un sito che oltre alla Tuscia già serve anche Rieti.
“Il quadro che emergerebbe – spiega Sabatini – è allarmante. Nel bimestre ottobre – novembre, al sito di Monterazzano sarebbero stati smaltiti scarti riferibili a Roma per un totale di 2500 tonnellate”.
Camion con i rifiuti, che evidentemente non hanno ripreso la retta via verso la capitale, una volta trattati.
“Appare chiaro – prosegue Sabatini – come l’aumento del quantitativo massimo di rifiuti urbani trattati a Casale Bussi è stato portato da 182mila a 202mila tonnellate per le esigenze di Viterbo e Rieti, ma evidentemente è servito per fare fronte al maggior conferimento da Roma”.
Mentre nella Tuscia tutti erano convinti che l’immondizia romana una volta trattata sarebbe tornata indietro.
“Nella nostra provincia siamo bravi a fare la differenziata, talmente bravi che smaltiamo meno rifiuti nostri e poi si consente che arrivi l’immondizia da Roma.
Il quadro è allarmante”. Proprio per questo, Sabatini ne vuole sapere di più.
“Ho presentato un’interrogazione urgente al presidente Zingaretti e all’assessore Civita per chiedere conferma dei numeri e chi ne fosse a conoscenza, primo fra tutti il comune di Viterbo”.
Perché il silenzio in questo caso non è d’oro. “Sono mesi che denunciamo questo silenzio, è stato necessario convocare quattro consigli regionali straordinari sull’emergenza rifiuti nel Lazio per avere informazioni attendibili. Non essendo stati nemmeno questi sufficienti, sono stato costretto a effettuare un accesso agli atti”.
In comune la situazione è rovente dopo l’ultimo consiglio, con scambio reciproco d’accuse. E il dilemma, sindaco Michelini e assessora Saraconi sapevano – non sapevano.
“Non entro nel merito della giunta. Mi limito a dire che per decenza istituzionale, Michelini e Zingaretti dovrebbero sciogliere il famoso patto per Viterbo, che al punto sei prevedeva la tutela del nostro territorio anche dal punto di vista dei rifiuti.
Per quanto mi riguarda il patto è sciolto di fatto”.
Non tutti i dubbi sono sciolti.
A cominciare dal fax prodotto in consiglio comunale da Chiara Frontini, datato 26 settembre e firmato dal commissario Sottile in cui si parla dell’abbancamento dei rifiuti romani, destinataria, la segreteria del sindaco. Documento presentato per dimostrare che tanto il primo cittadino Michelini quanto l’assessora Saraconi sapevano dei rifiuti conferiti a Viterbo.
Ipotesi rigettata dall’amministrazione con un comunicato nel quale si bollano come false le affermazioni della consigliera di Viterbo 2020 e parlano di una commissione del 16 dicembre in cui se ne è parlato.
Ma fra i consiglieri di minoranza, nessuno sembra ricordarselo. Ai verbali della seduta l’ardua sentenza.
Giuseppe Ferlicca
