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Truffa da 15 milioni di euro, chiuse le indagini

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Stefano Cevolo

Stefano Cevolo

Viterbo – Per Stefano Cevolo la procura di Firenze vuole il processo.

Il manager 53enne, originario di Montefiascone, è tra i sei indagati che hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini sull’ex Isi (Italia solare industrie), l’azienda produttrice di pannelli solari fallita anni fa. 

Cevolo era il presidente del cda della Isi, che avrebbe dovuto riconvertire lo stabilimento Electrolux di Scandicci, garantendo lavoro a 370 dipendenti su 439.

Ma la riconversione non c’è mai stata. Per il pm di Firenze Massimo Bonfiglio, i 15 milioni di euro di contributi ottenuti in parte dalla Regione Toscana e in parte dalla Electrolux sono stati spesi per scopi “extra aziendali”: auto di lusso, appartamenti, ma anche consulenze “del tutto imprecisate”, sarebbe scritto negli atti di indagine.

I reati a vario titolo contestati sono la truffa da 15 milioni di euro e la bancarotta fraudolenta. Dopo aver intascato la pioggia di contributi, Isi è fallita senza aver mai avviato la produzione di pannelli solari. 

Le indagini avrebbero accertato una dissipazione di almeno sette milioni di euro del patrimonio societario.

Ora che l’inchiesta è chiusa, la procura di Firenze ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini ai sei per cui vuole il processo: Cevolo, ma anche Massimo Fojanesi, romano di 59 anni abitante a Morlupo, amministratore unico di Sol Energes poi Italia Solare Industrie (Isi) e rappresentante in Italia del gruppo Mercatech Ltd; Paolo Corati, 58 anni, direttore del personale e finanziario di Sol Energes (poi Isi); Melchiorre Saladino 65, di Salemi (Trapani), imprenditore; Raffaele Piacente, 62 di Roma, imprenditore; l’italoamericano Cary V. Masi, 73 anni, presidente di Mercatech ltd e del gruppo Mercatech, cercato in Florida, inserito tra gli indagati dopo gli ultimi accertamenti di procura e guardia di finanza.

All’epoca del blitz dei baschi verdi, scattato nella primavera del 2012, il gip di Firenze Silvia Cipriani aveva disposto gli arresti domiciliari per Cevolo e Corati, che si trovavano entrambi all’estero. Carcere, invece, per l’allora amministratore della società Massimo Fojanesi.

Le 45 perquisizioni eseguite dalle fiamme gialle scattarono a Viterbo, Roma, Firenze, Milano, Treviso, Rieti, Terni, Avellino, Palermo e Trapani.


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