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Unioni, tempo e civiltà…

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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Non fosse morto, chissà cosa direbbe il vescovo Pietro Fiordelli di Papa Francesco che il 12 gennaio ha accolto nella Cappella Sistina una coppia sposata soltanto civilmente e ne ha battezzato la figlia Giulia. Lui, che nel 1958 impedì a due cristiani di avvicinarsi all’altare sol perché sposati in comune e non in chiesa dichiarandoli “pubblici peccatori e concubini”.

Altri tempi si dirà ma è giusto ricordare che tutto scorre e proprio il tempo, tra alti e bassi, dritti e rovesci, fa progredire nel benessere e nei diritti l’umanità. Un passettino per volta, ma alla fine, sempre in avanti.

Anche a questo può far pensare il dibattito arrivato pure a Viterbo sul Registro comunale delle unioni civili, delle coppie di fatto, quelle cioè – etero od omosessuali – legate comunque da vincoli affettivi che sono reali per i protagonisti ma, siccome non formalizzati, inesistenti ed ignoti per gli altri.

I rapporti sociali, come quelli economici, cambiano con il tempo ed è civile seguirne e testimoniarne l’evoluzione. Il “Registro” è atto di competenza del comune cui la Costituzione (art.118) attribuisce “ funzioni amministrative” e tra queste è compresa l’anagrafe, la certificazione di chi “anagraficamente” vive insieme con vincolo affettivo analogo alla “famiglia fondata sul matrimonio”, così definita dall’art. 29 della stessa Costituzione, scritta però quando anche per Togliatti e Nilde Jotti era difficile vivere da famiglia perché non sposati.

Il tempo cambia le cose: rispetto ad allora, infatti, ci si sposa sempre meno, i matrimoni religiosi calano di più ed al nord sono ormai superati da quelli civili.

Il “Registro” ha certamente più valore simbolico che pratico, ma è una delle pietre in tanti altri comuni già messa perche la politica vada sulla strada di un giusto ed equilibrato intervento legislativo ( a partire dai diritti ereditari e dalla reversibilità pensionistica).

Il grande giornalista conservatore Indro Montanelli a chi, il 19 gennaio 1999, gli faceva notare che, in materia di diritti dei gay, all’estero erano tanto più avanti, scrisse “date tempo agli italiani. Sono lenti, timorosi ma non intolleranti”.

Ecco: tolleranza e da parte di tutti, perché se è difficile non riconoscere che “per i figli le due figure – materna e paterna – sono fondamentali” (ancora Montanelli), sarebbe incivile non tutelare come gli altri pure chi dagli altri è diverso.

E spesso non per sua scelta, dato che – canta Guccini – “in questo mondo ci ha schiaffato Lui…. e voglio veder chi sceglie, con tanti pretendenti, tra santi tristi e noi più divertenti…”.

Renzo Trappolini

 


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