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Va trovare il nonno al cimitero ma lui non c’è più…

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Il cimitero di Viterbo

Villa San Giovanni in Tuscia – (p.p.) – “Mio nonno sfrattato dal suo loculo, senza dircelo”.

“Soriso, rise, risata… me vie’ da ride”, recita Carlo Verdone, alias Mimmo, in una scena tratta dal film “Bianco Rosso e Verdone” mentre aiuta la nonna, interpretata dalla Sora Lella, a cercare una tomba nel cimitero. Alla fine, non la trovano e rivolgendosi al custode Verdone-Mimmo ottiene una riposta emblematica: “Shhh – gli dice l’uomo – qui c’è poco da ridere”. E anche nella vicenda che coinvolge Paola Gasbarri, commerciante viterbese che vive a Villa San Giovanni in Tuscia, c’è tutto tranne che da ridere.

Se avesse deciso di andare a trovare suo nonno al cimitero non lo avrebbe trovato. E non per essersene dimenticata il nome o per la grandezza del posto. Semplicemente perché le è capitato che la salma dell’uomo fosse stata spostata senza avvisare la famiglia.

“Lo scorso lunedì – racconta la nipote – c’è stato un funerale e la salma di questa persona è stata messa nel loculo di mio nonno che, a sua volta, è stata trasferito nell’ossario senza che nessuno ce lo dicesse. Alcune persone sono venute a raccontarmi il fatto e quindi mi sono attivata. Mio marito è andato al cimitero e ha visto che effettivamente che mio nonno non era più al suo posto”.

Amara e soprattutto inaspettata la scoperta della donna. “Sono 48 anni che mio nonno è morto e quindi non sono scaduti nemmeno i termini perché venisse spostato dal loculo preso da mia nonna. Avevamo un’alternativa per sistemarlo, ma pensavamo di doverla prendere in considerazione tra un po’ di tempo e non così. Come se non bastasse, la lapide è stata buttata senza alcun criterio e si è rotta. Non ci saremmo mai aspettati una cosa del genere”.

La signora definisce incredibile la scusa avanzata dal Comune. “Hanno buttato fuori mio nonno senza alcun tipo di avviso perché pensavano non avesse eredi. Una giustificazione banale, visto che in paese ci conosciamo tutti, e che mio nonno ha tre figli in vita, tra cui mio padre, e una ventina tra nipoti e pronipoti. Mi sono sentita presa in giro, anche perché quando servono i soldi per le tasse, eredi e parenti vengono sempre rintracciati”.

Gasbarra non riesce a spiegarsi il perché. “Non ho parole e mi domando come certe cose possano accadere. La traslazione deve avvenire in presenza di un medico della Asl e dei parenti e invece, hanno sfrattato mio nonno senza alcun scrupolo per i sentimenti della gente e solo perché serviva un posto“.

La donna è decisa ad andare fino in fondo. “Ritengo che ormai la gente vada cremata – conclude -, ma so come la pensavano i miei famigliari. Mia nonna ha fatto sacrifici per acquistare i loculi comunali e aveva una visione classica della morte. Ecco perché ho deciso di intraprendere questa azione, proprio perché immagino il dolore che avrebbe provato di fronte a questa situazione. Mi dispiace anche per il trattamento riservato a mio nonno che è stato gettato alle ortiche con la sua lapide che è ormai rotta. Cose così non dovrebbero accadere in un paese civile”.


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