Viterbo – (s.m.) – Macchina del fango-Vinitaly, fuori Giulio Marini.
L’ex sindaco di Viterbo è tra i quattro indagati per i quali il pm Massimiliano Siddi ha chiesto l’archiviazione al gup.
Gli altri tre sarebbero l’impiegata dell’ufficio anagrafe del comune di Viterbo Rosalba Rubuano e i dirigenti della Regione Lazio Giulio Somma e Rosaria Marino. Solo l’ultima è una new entry del fascicolo. Il suo nome, finora, non era mai trapelato: l’ex dirigente dell’Arsial è stata iscritta nel registro degli indagati solo per pochi giorni e nella fase terminale dell’inchiesta, quando già la procura aveva fatto notificare 11 avvisi di conclusione delle indagini.
Per tutti gli altri il dado è tratto. Dopo due anni di lavoro, in sinergia con polstrada e polizia giudiziaria, la procura tira le somme di un’inchiesta complessa e variegata. Spezzata, da un lato, nel filone della macchina del fango, alimentata da feroci campagne stampa; dall’altro nell’affare Vinitaly: da vetrina per i vini laziali a occasione per favorire l’imprenditore di turno, almeno secondo il quadro accusatorio.
Numerosi i reati contestati a vario titolo: tentata estorsione, corruzione, minacce, appropriazione indebita, detenzione abusiva di arma, ingiurie, falso, concussione (tentata e non), rivelazione di segreti d’ufficio, abuso d’ufficio, sostituzione di persona, distruzione di atti, peculato.
Per i presunti “favoritismi” di ditte amiche al salone del vino, il pm Siddi vuole a processo l’ex assessore regionale Angela Birindelli, l’imprenditore Giuseppe Fiaschetti, il direttore dell’assessorato Roberto Ottaviani e l’ex commissario Arsial Erder Mazzocchi.
Era questo il filone che coinvolgeva i dirigenti regionali Somma e Marino: quello relativo all’assegnazione dei servizi di comunicazione e allestimento del padiglione del Lazio alla prestigiosa fiera del vino negli anni 2011 e 2012.
A inchiesta praticamente finita, Somma tira in ballo Marino: interrogato, avrebbe detto che era stata l’ex dirigente Arsial a fargli il nome della ditta riconducibile a Fiaschetti. La stessa per la quale l’assessora Birindelli si sarebbe tanto adoperata: doveva essere quell’azienda e nessun’altra a partecipare al salone del vino.
Marino ha spiegato come fosse esclusivamente volontà dell’assessore Birindelli inserire la ditta di comunicazione nell’affaire Vinitaly.
Gli inquirenti, comunque, hanno ritenuto marginale tanto la sua posizione quanto quella di Somma e dell’ex sindaco, attribuendo a Birindelli & Co. la regia di quei presunti tentativi di pilotare i servizi relativi all’evento vinicolo.
Sull’altro fronte dell’inchiesta, riguardante il massacro di politici e imprenditori sempre sullo stesso giornale, rischiano di finire alla sbarra l’ex direttore di “Nuovo Viterbo Oggi” Paolo Gianlorenzo e la collaboratrice Viviana Tartaglini, più i due loro informatori Luciano Rossini dell’Agenzia delle entrate e Sara Bracoloni, dipendente della Asl. La terza sarebbe stata l’impiegata comunale Rubuano, indagata per una presunta fuga di notizie riservate dal suo ufficio anagrafe. Notizie riservate che non si sarebbero riservate tali, ma che Gianlorenzo avrebbe usato per confezionare articoli sull’inchiesta Asl.
La posizione dell’impiegata è stata ritenuta del tutto secondaria rispetto alle altre.
Avendo chiesto l’archiviazione per Marini & Co., la richiesta di rinvio a giudizio per gli altri appare automatica.
In otto andranno all’udienza preliminare. Ulteriore filtro prima del processo.






