Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Carcere di Viterbo, reparto penale D2, rissa in sala socialità tra due gruppi di detenuti laziali e romeni. Volano coltellate, arnesi artigianali, lamette e punteruoli durante la cosiddetta “socialità”.
Con molta fatica si riesce a riportare l’ordine, il luogo è distrutto e a terra pozze di sangue. In 12 vengono trasportati all’ospedale belcolle di cui 3 in codice rosso (gravi ma non in pericolo di vita).
Particolarmente difficile la gestione dei soccorsi, ben quattro mezzi a fare staffetta con il nosocomio. Motivi dell’accaduto ancora ignoti ma probabili dissidi tra detenuti, nati nei locali della cucina (i coinvolti in modo grave erano cucinieri), comunque regolamento di conti premeditato (diverse persone sono ricorse a strumenti atti a offendere, magari opportunamente celati nei locali tempo prima).
Si sta provvedendo all’installazione di nuove telecamere non hanno previsto la copertura delle sale socialità! Le indagini ancora in corso. Non si può considerare Viterbo, con tutto il rispetto per gli altri istituti della regione, alla stregua di istituti meno complessi. Deve avere precedenza e maggior tutela rispetto ad altre realtà più semplificate.
Abbiamo in più occasioni detto che le gravi condizioni di vivibilità delle carceri italiane incidono negativamente principalmente sulle condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari che vi operano in prima linea. Ma poco o nulla è cambiato, anche in sede parlamentare. E i risultati di questa diffusa indifferenza sono questi. Risse e feriti nelle carceri, come dimostra quel che è accaduto a Viterbo.
La realtà è che le carceri restano invivibili, per chi è detenuto e per chi ci lavora. E la vigilanza dinamica, voluta dai vertici dell’amministrazione penitenziaria, non ha affatto migliorato la situazione ma si è rivelata un bluff se ai detenuti non li si fa lavorare ma si permette loro unicamente di girare liberi nel carcere, con controlli sporadici della polizia penitenziaria.
Maurizio Somma
Segretario nazionale Sappe
Luca Floris
Segretario provinciale Sappe
