Vitorchiano – Dalla corruzione all’abuso edilizio.
A pochi giorni dalla notizia dell’inchiesta su Gemini Ciancolini, l’ex sindaco di Vitorchiano torna in aula. Niente a che vedere con i due appalti truccati e la concussione ipotizzate nel nuovo fascicolo a carico suo e di altre otto persone.
Ieri mattina, Ciancolini era davanti al giudice per presunti scavi in terreno sottoposto a vincoli. Ma sul banco dei testimoni dovevano esserci due persone indagate insieme a lui nella nuova indagine della forestale. Si tratta dell’attuale vicesindaco di Vitorchiano e assessore all’Urbanistica Giuseppe Bagnato e dell’addetto all’ufficio tecnico Sante Rocchetti. Il primo inquisito solo per turbativa d’asta, il secondo anche per rivelazione di segreti d’ufficio in relazione a un paio di presunti appalti truccati. Un fascicolo disgiunto dalla vecchia operazione “Genio & Sregolatezza” su una ventina di gare pilotate tra Viterbo e provincia. Anche perché qui c’è dell’altro: episodi di concussione e falso a carico di Ciancolini che respinge le accuse al mittente.
Ma l’abuso edilizio di ieri è un’altra storia. Il processo per quel capannone demolito con annesso sbancamento del terreno in località Ponte della femmina morta si trascina dal 2009.
Bagnato non c’era. Solo Rocchetti si è presentato per testimoniare su quelle ordinanze che disponevano una la distruzione del capannone di 400 metri quadri, l’altra lo sbancamento del terreno.
L’ex sindaco si difende dicendo di aver agito solo per la pubblica incolumità: il capannone avrebbe rischiato di crollare sull’Ortana, con pericolo per gli automobilisti. Quanto all’ordinanza sullo sbancamento, non ci sarebbe la firma del sindaco ad autorizzarla. Imputati, oltre a Ciancolini, anche la ditta di movimento terra che eseguì i lavori e il proprietario del terreno.
Parte civile il comune di Vitorchiano, oggi guidato dal sindaco Nicola Olivieri. Il processo continua a maggio.
