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Bene l’incontro “Costituzione e legalità”

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L'incontro su Costituzione e legalità

L’incontro su Costituzione e legalità

L'incontro su Costituzione e legalità

L’incontro su Costituzione e legalità

Longo e Ingroia

Longo e Ingroia

Il pubblico in sala

Il pubblico in sala

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 3 febbraio si è svolto, alla sala Bendetti della provincia di Viterbo, un appuntamento culturale dal titolo “Costituzione e legalità”, un tema di estrema attualità, al centro dello studio e dell’attenzione della Uil scuola di Viterbo e dell’Irase Viterbo e oggetto di riflessione anche delle istituzioni, che hanno voluto confrontarsi con noi alla presenza dell’ex sostituto procuratore di Palermo Antonio Ingroia.

La nostra Costituzione, nei suoi principi fondamentali, è bellissima e deve essere oggi, più che mai, la nostra stella cometa, il nostro strumento, l’unico, che ci permette di poter essere cittadini attivi e consapevoli di una Repubblica democratica, che individua proprio nei primi 12 articoli della Carta Costituzionale i principi fondamentali della convivenza civile.

Le numerose presenze all’incontro testimoniano il desiderio di conoscenza, di ascolto e di confronto. È un dato di fatto: la mafia, con la sua violenza e i suoi continui travestimenti, tende ad infiltrarsi in tutte le attività sociali, economiche ed imprenditoriali, nonché in quelle politiche e burocratico-amministrative, condizionando le buone politiche e trasformando comportamenti illegali e illeciti in normali consuetudini di vita.

Ecco perché personaggi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono oggi da considerarsi veri e propri santi laici e, con il trascorrere del tempo, il loro mito cresce e questo certo grazie ai vivi, determinati a trasmettere il loro esempio, le loro qualità e i valori per i quali hanno sacrificato le loro vite, primo tra tutti la decisione di vivere da “giusti”.

Il loro è un modo di essere e un pensiero che resta vivo, non perché si conserva imbalsamato nella retorica, ma perché deve ancora agire. Può e deve agire; c’è bisogno di quel pensiero perché la nostra comunità cresca, maturi e si nutra di quel pensiero laico e illuminista a cui ci rimandano Falcone e Borsellino, che parte dalla fiducia e dal confronto onesto con la realtà. Non a caso Falcone e Borsellino hanno destrutturato la mafia, anche rivoluzionando le tecniche di investigazione, creando un pool antimafia (del quale faceva parte Antonio Ingroia) e un maxi processo con nuove norme che colpivano i punti di forza dell’organizzazione mafiosa.

In tutto questo, la politica ha il dovere di agire in modo trasparente e responsabile, creando un equilibrio tra libertà e giustizia, responsabilità personale e solidarietà, tra bene del singolo e bene comune.

I cittadini, tutti i cittadini, hanno il diritto di sentirsi rappresentati dai poteri dello Stato. A noi piace molto pensare che la realtà veda l’applicazione dell’articolo 1 e dell’articolo 3 della Costituzione, in quanto ogni uomo e ogni donna devono vedere riconosciuta e rispettata la propria dignità, che si rivendica nobilmente mediante la conoscenza, la cultura e il lavoro per tutti pur nel rispetto delle diversità e di qualsiasi ostacolo che impedisca di considerare tutti i cittadini uguali davanti alla legge.

Noi crediamo che don Ciotti e l’associazione Libera, nella sua eccezionale grandezza, abbia la responsabilità morale di promuovere riflessioni, iniziative e pratiche che allertino e orientino cittadini, scuole, università, associazioni ecc. verso un percorso comune e condiviso di recupero e nobilitazione soprattutto di quei territori violentati dai tentacoli della mafia.

Anche la nave della legalità è un momento di forte impatto culturale che non deve esaurirsi nella celebrazione di un rito che annualmente si ripete, ma deve essere la prima tappa di un viaggio con destinazione legalità, passando dalle parole ai fatti.

Tonino Longo
Segretario provinciale Uil Scuola Viterbo


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