Viterbo – “Da Fioroni solo un apprezzamento alla mia candidatura”.
Chi dava per scontato l’appoggio di Giuseppe Fioroni a Fabio Melilli, in quota Franceschini, Bettini e Zingaretti, sostenuto a Viterbo da Egidi, Mazzoli, Panunzi e Trani, dovrà ricredersi.
L’ex ministro apprezza, invece, la candidatura della 44enne di area Renzi, Lorenza Bonaccorsi, che, però, nega che ci sia un’intesa di Fioroni coi renziani.
“Non c’è nessun accordo – sostiene Bonaccorsi -. Mi sono candidata con la mia storia, il mio essere e il mio gruppo di persone con il quale, un anno e mezzo fa, abbiamo deciso di sostenere Matteo Renzi alle primarie contro Pierluigi Bersani. Eravamo da soli contro il resto del partito. In tutto questo c’è chi pensa che diciamo e facciamo cose giuste e per questo ha deciso di sostenerci”.
E l’appoggio di Fioroni? “Me lo auguro. Più gente mi appoggia, più voti prendo e quindi vinco. Un po’ come ha fatto Renzi alle recenti primarie. Capita che la gente cambi idea, la politica è anche questo. Non è nel mio essere fare accordi, porto solo avanti le mie idee e c’è chi sceglie di condividerle”.
Bonaccorsi corre contro Marco Guglielmo per l’area Civati e Melilli. Quest’ultimo “snobbato” da Fioroni. “Ho ricevuto un suo sostegno – continua la Bonaccorsi riferendosi all’ex ministro -, un suo gradimento alla mia candidatura. Ciò che conta per me, però, non sono i “caminetti” o gli incontri informali, ma portare avanti il mio lavoro”.
Nulla di strano dunque nella valutazione di Fioroni. “Cosa sia cambiato rispetto alle scelte passate di Fioroni, dovete chiederlo a lui. Anche Franceschini, nella prima fase, non sostenne Renzi ma poi decise di farlo nella sfida contro Cuperlo. Le scelte cambiano ed è possibile sostenere persone con un percorso diverso dal proprio. Forse la mia proposta ha trovato riscontro anche nelle forze del partito che non sono solo vicine a me”.
Bonaccorsi è l’unica donna a scendere in campo. “E’ un anno e mezzo che costruisco insieme ad altre persone un progetto di rinnovamento della politica e soprattutto del Pd. Anche nel Lazio è giusto dare voce a questa istanza di cambiamento come è accaduto a livello nazionale con Renzi”.
Chiari gli obiettivi della sua decisione. “Vogliamo il rinnovamento della classe dirigente e la destrutturazione di un partito che non deve essere più chiuso nelle sue stanze, ma che parla e discute le istanze dei territori e della gente”.
Troppi gli errori commessi finora dalla politica. “Basta con la politica ferma a ragionare sulle correnti senza concentrarsi sui bisogni delle persone. E’ tempo di andare avanti e cambiare”. Quindi il suo augurio. “Spero che il Pd del Lazio abbia per la prima volta nella storia un segretario donna – conclude Bonaccorsi -, perché le istanze delle donne fanno bene alla politica”.
