Viterbo – (g.f.) – La crisi in provincia tecnicamente si può risolvere.
A un giorno dalla scadenza del termine oltre il quale le dimissioni di Marcello Meroi diventeranno definitive, nel centrodestra in provincia la situazione si è tutt’altro che schiarita.
Al presidente, per uscire dall’impasse non rimane che nominare una giunta di suo pugno, di quattro politici o tutta composta di tecnici e sperare che i partiti che lo sostengono la digeriscano.
Operazione complicata. Perché Udc e Fratelli d’Italia sono per lasciare immutata la squadra almeno fino a giugno, tagliando da subito i compensi in modo che costi come se fosse già ridotta. Sette assessori al prezzo di quattro.
Con Mantuano e i suoi che hanno già chiarito che in caso contrario usciranno dalla maggioranza.
Pure nel Nuovo centrodestra non va molto meglio. Il fronte tagliagiunta non è compatto come potrebbe sembrare. Sembrerebbe che a spingere il pedale del quattro o niente sia in particolare Laura Allegrini. Una posizione che a palazzo Gentili viene letta in chiave romana. Un modo per emarginare quella parte di Ncd in zona Antoniozzi, fuori dalla sfera Augello.
Con ripercussioni pure per Fratelli d’Italia. Sta di fatto che nel gruppo Ncd in provincia, Serra, Urbanetti e Bartolacci sarebbero per ricucire, trovare una mediazione e Capitoni si troverebbe nella scomoda posizione fra incudine e martello. Troppe le varianti per sperare che in un giorno tutto si risolva.

