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“Da un’altra prospettiva”

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Bassano Romano

Bassano Romano 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un ciclo di incontri per conoscere e capire alcune tra le realtà più drammatiche e meno conosciute del pianeta. Conflitti, fame, povertà, violazioni dei diritti umani: crisi quotidiane che trovano spazio raramente nell’agenda dei mass media.

Portare all’attenzione dell’opinione pubblica questi delicati temi diventa dunque un’occasione importante per arricchire la sensibilità dei singoli e per muoversi nel mondo con un rinnovato spirito critico.

È con questo obiettivo che prende il via il ciclo di quattro proiezioni “Da un’altra prospettiva”, previsto a partire da febbraio e fino a maggio prossimo. Attraverso il confronto con testimoni diretti e associazioni impegnate nel sostegno delle popolazioni in difficoltà, si cercherà di trovare una risposta ad alcuni fra i tanti “nodi” problematici che affliggono il mondo.

Una serie di appuntamenti da non perdere per promuovere l’impegno di ognuno nel nome della solidarietà e della salvaguardia della persona. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione onlus “Pizzicarms”, in collaborazione con il Liceo delle Scienze Umane “M. Buratti” di Bassano Romano e con il patrocinio del Comune di Bassano Romano.

Questi i titoli dei quattro film-documentari in programmazione:

“Kidogò, un bambino soldato”: 14 febbraio 2014 – ore 11:15
“Voci dal buio”: 14 marzo 2014 – ore 11:15
“Zarema e le altre”: 14 aprile 2014 – ore 11:15
“Le figlie di Mami Wata”: 14 maggio 2014 – ore 11:15


 

“Kidogò, un bambino-soldato” (2008), durata 40 minuti, racconta la storia di John Baptist Onama, oggi 42enne, che negli anni Ottanta è stato un bambino soldato nel suo Paese, l’Uganda. Il documentario, attraverso la sua testimonianza e quella di ragazzi e ragazze di altri Paesi africani, denuncia la terribile piaga dei piccoli combattenti, del traffico di armi e di materie prime del Continente Nero (petrolio, diamanti, oro, coltan, cassiterite, ecc…) e del ruolo delle banche armate in questo sporco business.


 

“Voci dal buio” (2009), durata 41 minuti, racconta storie parallele di un gruppo di ragazzi minorenni di Barra (Napoli) organizzati in banda e affiliati alla camorra e di loro coetanei della Repubblica Democratica del Congo arruolati nei gruppi armati, costretti a lavorare nelle miniere di oro, rinchiusi nelle carceri, accusati di stregoneria e delle ragazze stuprate e date in mogli a ribelli.


 

“Zarema e le altre” (2010), durata 63 muniti, racconta la storia vera di una ragazza cecena costretta a diventare una “vedova nera”, una bomba umana. Nella docufiction, oltre a ricostruire la vicenda umana di Zarema, si ripercorre l’annosa questione russo-cecena, che va avanti dai tempi dello Zar, si analizza la condizione della donna in Cecenia e il fenomeno delle “vedove nere”.


 

“Le figlie di Mami Wata” (2001), durata 92 minuti, racconta il fenomeno del traffico di ragazze nigeriane dal loro Paese in Italia a scopo di sfruttamento sessuale. Nel film, ambientato a Benin City, definita la “fabbrica italiana di prostitute” e in diverse realtà italiane dove le vittime finiscono sulla strada, si intrecciano diverse realtà. La povertà del paese africano, la condizione della donna, il mondo dei trafficanti di esseri umani e delle “maman”, i riti voodoo; ed ancora, i viaggi di queste ragazze attraverso il deserto del Sahara sulle stesse rotte dei migranti economici, le soste nelle oasi del Niger, le carceri libiche, le traversate sui barconi fino a Lampedusa fino alle condizioni di assoluto sfruttamento a cui devono sottostare una volta arrivate in Italia. Il film è arricchito dalle testimonianze di Isoke, una ragazza nigeriane, che è riuscita a liberarsi dai suoi aguzzini, e Claudio un suo ex “cliente”, divenuto un paladino della lotta allo sfruttamento sessuale delle donne.

Gli incontri si terranno nella biblioteca cComunale di Bassano Romano

Comune di Bassano Romano


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