Viterbo -“La regione sospenda l’invio dei rifiuti a Viterbo”. E’ il contenuto della diffida che lo scorso 11 febbraio il comune ha predisposto nei confronti dell’amministrazione Zingaretti.
Incalzato su quello che per l’emergenza rifiuti il comune ha fatto e soprattutto non ha fatto, il sindaco Michelini svela il contenuto del documento nella seduta straordinaria di consiglio comunale chiesta dall’opposizione sull’immondizia che arriva nella Tuscia, dopo la chiusura della discarica di Bracciano. Solo a fine seduta, quando hanno già parlato e riparlato tutti i consiglieri. Inusuale.
Sull’emergenza rifiuti è notte fonda. Al termine di un lungo dibattito e di un’altrettanto lunga sospensione, non c’è intesa fra i partiti su un documento comune e si supera la soglia del ridicolo, andando a votare quattro diversi ordini del giorno.
Addirittura uno, quello del Movimento 5 stelle, è approvato con soli 4 sì e 2 no,grazie a un capolavoro politico della maggioranza che si astiene. Bocciati quelli di Viterbo 2020 e di FdI, FI e Fondazione.
Passa, invece, il documento della maggioranza. All’acqua di rose e tutt’altro che incisivo nei confronti della regione. Nessun riferimento a eventuali atti o azioni. Solo inviti.
“Che cosa invitate? – dice Santucci – E’ un documento vuoto, quando dalla regione hanno già detto che non faranno niente. Il tempo degli inviti è finito e voi ancora invitate. Dovete produrre atti chiari, delibere ricorsi. Gli inviti fateli per santa Rosa”.
L’ordine del giorno chiede al sindaco di mettere in atto provvedimenti per interrompere l’invio di rifiuti da Roma, garantire tempi e quantità certe, accelerare sull’indifferenziata e un incontro in regione per ridiscutere il piano. Mentre in altri comuni si è arrivati alle barricate per fermare i camion, a Viterbo poco ci manca che si stendano i tappeti rossi.
Giusto per completare il quadro del peggio consiglio comunale che si ricordi a memoria d’uomo, basti pensare che l’assessora ai Rifiuti, Raffaela Saraconi, era presente, ma non ha proferito parola. E’ sotto tutela? Mentre la collega all’Ambiente, Raffaella Valeri non c’era proprio.
Tocca a Leonardo Michelini prendersi oneri (tanti) e onori (molto pochi).
“Abbiamo presentato una diffida alla regione – spiega il primo cittadino – affinché regione imponga ai comuni di sospendere l’invio dei rifiuti a Casale Bussi e poi Monterazzano. Viterbo non deve essere la pattumiera o la valvola di sfogo dei problemi nella regione Lazio.
Ma un punto va chiarito: i rifiuti romani puzzano come quelli che arrivano da Rieti. Sono 60mila tonnellate annue che dobbiamo smaltire. A Rieti non fanno nemmeno la raccolta differenziata. I loro rifiuti pesano più dei nostri, perché un chilo d’immondizia che produciamo noi, alla fine del trattamento, per effetto dell’indifferenziata, si riduce a 300 grammi. Il loro no”.
Ma se Viterbo è costretta a ricevere rifiuti che prima smaltiva Bracciano, dalla Tuscia ogni anno partono 15mila tonnellate, direzione Colleferro, per essere bruciati. “Perché nel nostro territorio – incalza Michelini – non abbiamo impianti. Quindi, io non nego che debba esserci solidarietà fra territori e che la Tuscia debba fare la sua parte, ma ci deve essere un atto.
La regione ci deve chiedere di fare un sacrificio, spiegando per quanto tempo e per quale quantità, poi se ne discute”. Oggi non ci sono atti e sono, ma a quanto pare non ce ne saranno.
E’ emergenza rifiuti, ma sullo sfondo e nemmeno tanto, si scorge il vero problema. Lo scontro all’interno del Pd, fra chi è filo Zingaretti e chi è per il muro contro muro, niente sconti. I primi fanno riferimento al neo segretario regionale Melilli, quindi dal consigliere regionale Panunzi al segreteriO Egidi e i secondI sono la zona renziana con il capogruppo Serra e quella Popolare, quindi dal vice sindaco Ciambella in giù.
In consiglio comunale la spaccatura è evidente. Parlano le consigliere Melissa Mongiardo e Alessandra Troncarelli. Difesa d’ufficio della regione. O quasi. In soccorso delle due consigliere arriva a sorpresa, ma nemmeno tanto, Viva Viterbo.
Parla la consigliera Maria Rita De Alexandris. Solidarietà all’assessora Valeri che ha lavorato bene in una situazione ereditata e grave. Attestato di solidarietà all’assessora tardivo. Da tempo Saraconi è nell’occhio dei ciclone e finora Viva Viterbo non ha mai detto Viva Saraconi. Da De Alexandris, sostegno pure al presidente della regione Zingaretti.
Il controcanto è affidato all’altro faccia del Pd. Francesco Serra. “Polverini ha fatto il piano – incalza Serra – ma è Zingaretti che ci sta mandando i rifiuti. Noi non solo dobbiamo ridiscutere dell’immondizia che arriva da Roma, ma pure quella del comune di Rieti. Non mi pare che Melilli, oggi segretario regionale Pd, abbia mai fatto nulla per rendere il suo territorio autonomo.
A Rieti fanno la differenziata? No, mentre noi ci stiamo impegnando con sacrifici, a vantaggio di chi? Per fare spazio all’immondizia che arriva da fuori a Monterazzano?
Noi dobbiamo discutere non solo dei rifiuti romani, ma pure quelli del comune di Rieti. Attraverso atti da parte del sindaco e azioni politiche”. Il documento finale approvato un po’ stupidisce e non di poco le attese di Serra e i suoi.
Dibattito acceso, fra presente e futuro. Chi si spinge più indietro è Arduino Troili (Pd), che non si scandalizzerebbe se a Viterbo fosse realizzato un termovalorizzatore. “Oggi la tecnologia è talmente avanzata – spiega Troili – che sono nella massima sicurezza. Ci sono state altre proposte in passato per chiudere il ciclo dei rifiuti come il mattone ecologico, ma lo abbiamo capito che il Viterbino era una gran boiata”.
Buzzi (FdI) s’aspettava di più dal sindaco Michelini. “Non vorrei – spiega Buzzi – che dopo avere avuto a Viterbo un sindaco soprannominato bugia, un altro delle aiuole, adesso arrivi un primo cittadino silente. Abbiamo capito che la colpa per i rifiuti da Roma è della Polverini, ma è stato Michelini a fare un patto con il presidente Zingaretti e i rifiuti stanno arrivando oggi”.
Gianmaria Santucci (Fondazione) incalza il sindaco: “Sui rifiuti c’è grande confusione, un pasticcio – dice Santucci – per colpa del sindaco Michelini e dei suoi silenzi. Da troppo tempo e ora la questione si è fatta ingovernabile.
Noi vogliamo sapere cosa si sta facendo, quali sono le intenzioni della regione. Basta chiacchiere, bisogna fare qualcosa”.
La situazione sta sfuggendo di mano. “Adesso si sa che pure Guidonia intende portare i rifiuti a Viterbo – precisa Santucci – non per questioni d’emergenza, avendo scelto Frosinone. Vogliono venire a Viterbo perché costa meno. E perché altrove decine di comuni si sono opposti, hanno fatto ricorso.
La mediazione non basta, non servono telefonate. Siamo al muro contro muro. Il comune è in colposo ritardo. Va intrapresa qualsiasi iniziativa, anche per far capire ai privati che i rifiuti non sono un mercato”.
La seduta è iniziata con Chiara Frontini (Viterbo 2020) che ha ripercorso le tappe di una vicenda presa troppo sottogamba e con la donazione di un dizionario dell’immondizia al sindaco Michelini, andato subito a ruba pure fra i consiglieri.
In sala, oltre a diversi cittadini, anche la vice presidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli. Accompagnata dal consigliere regionale Daniele Sabatini e dalla consigliera provinciale Laura Allegrini ha incontrato il sindaco, lo ha spronato a far sentire la voce di Viterbo anche a Roma, a non subire passivamente, dal momento che il comune è virtuoso rispetto ad altri, per via del lavoro sulla differenziata.
E anche perché l’emergenza a Cupinoro, la discarica chiusa a Bracciano, potrebbe non risolversi da un giorno all’altro. “Ci sono stata – spiega Angelilli – mi sono resa conto che la situazione è molto difficile, sono messi peggio che a Malagrotta”.
Quindi l’emergenza potrebbe durare ancora a lungo, ma visto com’è finito il consiglio comunale, la maggioranza non sembra avere fatto tesoro degli incoraggiamenti da parte dell’europarlamentare.
Giuseppe Ferlicca


