![]() |
Viterbo – Alzi la mano chi dopo due soli punti in sei giornate, oggettive difficoltà di gioco e un roster completamente rinnovato avrebbe messo un euro sulla Nuova Fortitudo Piergentili in piena zona playoff a soli sette turni dalla fine stagione regolare.
Molto probabilmente nessuno. E ci poteva stare. Ma se qualcuno l’avesse fatto, al tempo, oggi ci avrebbe guadagnato. Già, perché la Piergentili attuale è ormai la lontana parente di quella di inizio stagione, che faticava come matti ad emergere.
E dopo mesi i fatti sono lì a confermarlo: settimo posto solitario in classifica, colpi in campi dove pochi sono riusciti a passare (vedi Cagliari e Sassari, ndr), un gioco ritrovato, una difesa che può essere portata al pari alle corrazzate del raggruppamento (e forse anche al di sopra di alcune big), ma soprattutto una squadra, diventata gruppo, che ora è consapevole di non essere più comparsa nel girone E della Dnc.
“Ad inizio stagione c’era molto scetticismo e forse troppa ilarità nei nostri confronti – ricorda il general manger, Enrico Bertini – nessuno di noi pensava di vincere il campionato, ma che questa squadra avesse delle potenzialità, quello sicuramente sì. Ora stiamo raccogliendo i frutti del lavoro e del fatto di averci comunque sempre creduto. Siamo sicuramente la vera sorpresa del campionato”.
Ma da dove nasce questa risalita? “Ci sono stati una serie di fattori – spiega Bertini -. Di sicuro l’arrivo di coach Angelo Bondi (16 punti in 14 gare, ndr) è stato uno di quelli determinanti. Un allenatore che conoscevo di fama, ma che mi ha veramente sorpreso nel vedere come sa allenare e far crescere la squadra del quotidiano.
Questo ha trasmesso sicurezza e serenità ad un gruppo, che vincendo, si è sempre più compattato. Penso anche – prosegue – che l’armonia della società nel momento difficile, l’ottimo lavoro fatto da nostro direttore sportivo, Francesco Forini, la spensieratezza dei nostri giovani, e l’esperienza dei più esperti, abbiano giocato ruolo importante. In questo senso colgo l’occasione per fare i complimenti a uno dei nostri veterani, il playmaker Andrea Innocenti.
Quando l’abbiamo portato nel roster – racconta sempre Bertini – avevano parlato di un ragazzo introverso, forse scontroso. Invece si è rivelato non solo un acquisto di spessore, ma anche un ragazzo dalle altissime qualità umane, che con la sua esperienza ha sicuramente aiutato la crescita della squadra”.
A tutto questo c’è da aggiungere l’unità del gruppo. Quello della Piergentili è uno spogliatoi molto affiatato, capace quindi di tirare fuori anche qualcosa in più delle reali potenzialità quando l’occasione lo ha richiesto. Strepitoso fu il blitz di Cagliari con appena otto refertati per la gara, di carattere quello di domenica scorsa in casa della Tiber. E per rendere ancora più chiaro questo concetto, Bertini, svela un aneddoto: “Nell’ultima gara giocata sul campo della Tiber, oltre alle assenze avevamo anche un paio di giocatore al limite della condizione fisica.
Giocatori ai quali era stato anche consigliato di non rischiare troppo. Hanno voluto essere ugualmente in campo per non lasciare soli i compagni. Queste sono già grandi vittorie”.
Ora, però, si cerca l’impresa. Quel qualcosa in più che potrebbe far fare il passo finale a livello psicologico. Domenica (ore 18) al PalaMalè arriverà la capolista Virtus Cassino (una sola confitta in stagione) . Sulla carta, considerato il fatto che sarà ancora una volta una Piergentili in emergenza, una sfida quasi impossibile. Sognare, però, non costa nulla.
“Faremo di tutto per provarci – rassicura Bertini – avremmo voluto affrontare questa gara con la squadra al completo, ma ormai siamo navigati e sono sicuro che a prescindere dal risultato finale i ragazzi usciranno comunque dal campo a testa alta”.
Una testa ormai altissima, che guarda negli occhi qualsiasi avversario del raggruppamento. In un girone dove ormai tutti sanno che la Piergentili merita rispetto.
