Bassano Romano – (s.m.) – Imprenditore ai domiciliari per stalking.
Divieto assoluto di avvicinarsi all’ex. Ma non l’avrebbe rispettato.
E così, per P.E., imprenditore 45enne di Bassano Romano, è scattato mercoledì sera l’arresto per stalking. Sulla testa dell’uomo pendono due processi, riuniti venerdì e aperti dopo la denuncia dell’ex e del marito.
Era stato il pm Renzo Petroselli, proprio all’udienza di venerdì, a chiedere l’aggravamento della misura per l’imputato, nella convinzione che i due divieti di avvicinamento a suo carico non bastassero più.
L’imprenditore, infatti, sarebbe tornato per due volte – il 13 e il 15 gennaio – nella palestra frequentata dal figlio della donna che, regolarmente, lo accompagna.
Alla richiesta di arresto in aula, lui si è difeso, smentendo parte delle accuse. “Sono andato solo una volta in palestra per salutare un istruttore. Se volete arrestarmi per questo, fate pure. Ma non ho fatto del male a nessuno”. Il giudice Silvia Mattei, inizialmente, si è riservata. Fino a mercoledì sera, quando i carabinieri sono andati a notificare a P.E. l’aggravamento della misura: arresti domiciliari.
La vicenda si trascina dal 2010: la donna, sposata e con figli, vuole chiudere la relazione con l’imprenditore che, però, non lo accetta. Quindi, avrebbe cominciato a tampinarla. Ma non si sarebbe limitato ai pedinamenti. Al 45enne è contestata anche la diffusione di un volantino con una foto osé di lei.
Tramite gli avvocati Maria Luisa Piccirilli e Giuseppe La Bella i due coniugi si sono costituiti parte civile. All’imprenditore, difeso dall’avvocato Enrico Zibellini, sono pronti a chiedere un risarcimento di 600mila euro.
Alla prossima udienza del 14 marzo il processo entrerà nel vivo con l’ascolto dei primi testimoni: moglie, marito e tre testi a scelta dell’accusa.
