Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Al Lawrence Livermore National Laboratory (Llnl) in Usa, si è accesa una minuscola stellina artificiale, dal cuore caldissimo e ricca di trizio e oro.
Per fare questo si sono utilizzati 192 fasci laser tarati empiricamente (vuol dire “a casaccio” fino a trovare la frequenza giusta di innesco). Temperature di milioni gradi, pressione elevatissima e il guscio d’oro che riemetteva raggi X: ecco la stellina.
Purtroppo non duratura e non autocomburente, ma comunque con maggiore emissione di quella fornita all’avvio. Nella fusione si origina un nuovo nucleo più un neutrone, con una massa totale minore della somma delle masse di partenza, quindi l’energia liberata è enorme: E = m per C al quadrato (la famosa formula di Einstein).
Nelle bombe a idrogeno è usata in forma incontrollata… Con un grammo di deuterio e trizio si potrebbe quindi produrre l’energia sviluppata da undici tonnellate di carbone … e sulla terra ce ne sono in abbondanza nell’acqua e nelle rocce.
Paolo Candy
Direttore osservatorio astronomico dei Cimini
