Viterbo – (g.f.) – Parte da Rieti, guarda alle province, ma non dimentica l’importanza della capitale. Roma serve per riuscire a vincere le primarie Pd alla segreteria regionale.
Fabio Melilli ne è cosciente, ma prova a far un ragionamento più inclusivo.
A Viterbo per presentare la sua candidatura per la segreteria regionale del Pd, allo stesso tavolo ha i parlamentari Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi, il segretario provinciale Andrea Egidi e il consigliere regionale Enrico Panunzi, ma ha anche l’appoggio di Alessio Trani.
Con Melilli oltre a Panunzi, altri nove consiglieri regionali.
“Dopo il congresso regionale – spiega Alessandro Mazzoli – abbiamo lavorato per non riproporre gli schieramenti di quello nazionale.
Oggi con Melilli a Viterbo si ritrovano i due candidati che si sono contrapposti per la segreteria provinciale, Trani ed Egidi, è un passo avanti e il motivo principale per cui sono qui. Melilli rappresenta la soluzione più unitaria fra quelle in campo”.
La domanda che invece Melilli si pone è: che partito facciamo? “Con Gasbarra – osserva Melilli – sono stati raggiunti obiettivi come la riconquista della regione, di Roma e altre realtà come Viterbo.
Adesso non abbiamo alibi, dobbiamo essere capaci nel costruire e serve un sostegno forte dalla politica.
Noi vogliamo concentrarsi su alcune questioni, che diremo con chiarezza, spiegando anche i tempi.
Su di me fa riferimento un’alleanza ampia, perché il congresso regionale è altra stagione rispetto al nazionale, anche se qualche mio competitor fa della sua appartenenza un cavallo di battaglia, seppure a detta dello stesso Renzi i renziani non esistono”.
In caso di vittoria alle primarie: “Organizzerò subito un incontro sul territorio – spiega Melilli – per parlare di temi che interessano alla gente, tre o quattro punti che la classe dirigente locale conosce”.
Prima ancora bisogna avere la meglio sugli altri due candidati e, ancora prima, convincere la gente ad andare a votare. Le primarie per il segretario regionale non sono un tema che affascina.
In caso di vittoria, Melilli sarebbe un segretario che arriva dalla provincia laziale, è già successo con Alessandro Mazzoli. Oggi sarebbe Rieti, ieri era Viterbo. L’esperimento a Roma non ha funzionato molto.
“Io faccio tesoro di quell’esperienza – ricorda Melilli – senz’altro negativa per com’è finita, perché Alessandro era un segretario innovativo.
Faremo in modo che non si ripeta la stessa situazione, ma credo che a Roma oggi ci sia una consapevolezza diversa e poi la mia squadra ha le spalle larghe”.
Melilli ispira fiducia anche a Enrico Panunzi: “Il Pd – osserva – con vari segretari ha provato a superare gli schemi, poi il sorpasso o è rientrato, o è finito a sbattere. Stavolta il sorpasso si può tentare, con Renzi può riuscire. Sono fiducioso, è la prima volta”.
All’incontro anche Sandra Albanesi, renziana di Piazza democratica, fra le organizzatrici della Leopolda viterbese.





