Viterbo – (p.p.) – Polizia postale e ferroviaria a rischio chiusura.
Quello che il dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno chiama “piano di razionalizzazione dei presidi sul territorio”, i sindacati di polizia lo traducono con “chiusura illogica degli uffici”. Nel piano dei tagli rientrano la polizia ferroviaria e quella postale di Viterbo.
I sindacati sono sul piede di guerra. Siulp in prima linea. “Il ministero – dice il segretario provinciale Siulp Angelo Carosi – ha diramato alle questure gli uffici di polizia che intende chiudere sulla base della razionalizzazione delle spese. Oltre ai tagli subiti in precedenza, ora, stanno individuando le sezioni che, secondo il dipartimento, non sono strategiche”.
Un ragionamento che, però, non trova d’accordo i sindacati. “Ogni avamposto di polizia che tutela la sicurezza dei cittadini è fondamentale. Ci opporremo a certe decisioni, facendo valere le nostre ragioni, visto che la chiusura comporta, per logica, un minore controllo sul territorio e quindi un danno”.
Il piano rivisita la presenza di tutte le forze dell’ordine sul territorio. “Si parte dagli uffici di polizia, poi si passerà alle stazioni dei carabinieri e si andrà avanti con gli accorpamenti di altri uffici delle forze dell’ordine. Una politica in atto da anni. Diminuendo il personale e chiudendo gli uffici non si riduce la spesa. Non siamo contrari alla riduzione dei costi purché sia fatta con una logica”.
Per Carosi è necessario mettere a punto un piano. “La razionalizzazione deve essere sensata e puntare a una presenza capillare delle forze dell’ordine sul territorio. Non il contrario. Basta con le chiusure indiscriminate e soprattutto basta tagliare a vanvera”.
Nel mirino dei tagli la polizia ferroviaria e quella postale di Viterbo. “Con la chiusura della Polfer di Viterbo verrebbe a mancare un supporto di controllo sulla tratta per Roma e Orte che, per noi, è fondamentale. Peggiore la situazione per la polizia postale che è specializzata in reati informatici e che fornisce aiuti investigativi a volte decisivi”.
La sicurezza dei cittadini, dunque, non deve essere compromessa. “Il risparmio – conclude Carosi – va fatto sulla base di un progetto che renda più efficiente il sistema giustizia. Qui sembra invece che si chiusa senza ragionare sulle esigenze del territorio. Faremo tutto quello che ci è possibile per dire la nostra. Una battaglia a livello nazionale che coinvolgerà anche la Tuscia”.
