Viterbo – Il centrodestra sdogana le primarie. Gazebo pronti per Fratelli d’Italia, dove iscritti e simpatizzanti potranno scegliere l’organigramma del partito di Giorgia Meloni, finora affidato a una reggenza provvisoria.
Un periodo movimentato per il partito. Di recente gli assessori provinciali FdI si sono dimessi.
“Facciamo politica da anni – ricorda Paolo Bianchini – e non abbiamo mai avuto bisogno di medagliette. Non avere ruoli ci consente ancora maggiore libertà, giocando la partita politica come meglio crediamo”.
Le primarie FdI saranno in tutta la provincia il 22 e 23 febbraio e serviranno a eleggere il presidente nazionale, a scegliere il simbolo fra otto che saranno presentati, il coordinatore regionale e i grandi elettori.
“Noi ci auguriamo che alla presidenza sia eletta Giorgia Meloni – spiega Bianchini – ha fondato il partito e incarna lo spirito del movimento. Per il coordinatore regionale c’è tempo fino al 17 per la presentazione delle candidature.
I grandi elettori sono i futuri dirigenti del partito, che poi eleggeranno l’esecutivo provinciale che a sua volta eleggerà il coordinatore provinciale”.
A marzo, invece, l’elezione del presidente nazionale durante il congresso.
Chi vuole candidarsi come grande elettore deve essere iscritto a Fratelli d’Italia e ha tempo fino al 15 febbraio.
Sabato e domenica prossimi la sede di Fratelli d’Italia in via Romiti 78 rimarrà aperta per tesseramento, ma anche per chi vorrà avvicinarsi alla formazione politica, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.
Alle primarie possono partecipare gli iscritti esibendo un documento, ma pure simpatizzanti e cittadini, registrandosi e versando due euro per sostenere le spese.
“Sono primarie aperte – sostiene Paolo Bozzi – un’occasione storica per un partito di centrodestra, ma a questi livelli neppure il Pd le ha mai indette, per eleggere direttamente gli organismi provinciali.
A Viterbo il seggio sarà a piazza degli Almadiani, di fronte alla chiesa. Nel capoluogo ci sarà anche la nostra sede come seggio”.
Primarie FdI in programma anche per le Politiche. “Per stabilire chi dovrà candidarsi in Parlamento – anticipa Giuseppe Talucci Peruzzi – anche se la nuova legge non lo dovesse prevedere. In questo modo la renderemo più digeribile”.


