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“A quando una politica seria e non succube dell’arricchimento di pochi?”

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Roberto Talotta

Roberto Talotta

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Viterbo e la sua provincia, negli ultimi anni, assistono a un vistoso aumento della disoccupazione che, tra i giovani, ha raggiunto un tasso da paura, in un contesto sociale che evidenzia tutti gli squilibri dovuti alla mancanza di sviluppo, di prospettive e di speranze per una città sempre più incolore ed isolata dal resto della regione.

Viterbo è la città dove, per lavorare, si è costretti ad emigrare verso altri paesi che offrono maggiori opportunità nell’edilizia, nell’artigianato e nel commercio. La nostra è una città dove centinaia di operatori della sanità non ricevono gli stipendi, pur garantendo assistenza e cura ai malati; dove migliaia di lavoratori sono in “cassa integrazione”, talvolta privati del sussidio per inconvenienti burocratici;.

Viterbo è la città dalle grandi opere mai realizzate, che si è cullata per anni, per decenni, nel sogno della “città termale”, dell’aeroporto, dell’ospedale Belcolle completato e delle infrastrutture al passo con i tempi.

Anche la “città dei Papi”, oggi, sta vivendo gli effetti disastrosi di una crisi che continua a essere tale solo per le persone comuni, per gli onesti lavoratori, per i pensionati e per tutti coloro che devono campare con asfittici stipendi, costantemente bersagliati da una raffica di imposte e balzelli di ogni tipo.

Ebbene, il profilo di una Viterbo che vive una tale involuzione economico-sociale, scatena lo sdegno dei cittadini, ancora una volta messi al corrente di fatti e circostanze davvero intollerabili e fortemente provocatori, come il caso del presidente dell’Inps, Mastrapasqua, oggi dimessosi dall’incarico perché, in veste di direttore generale dell’ospedale israelitico, sarebbe stato inquisito dalla procura di Roma per presunte fatture false, con danno erariale ammontante a circa 85 milioni di euro.

Chi è Mastrapasqua? E’ il manager dai prestigiosi 25 incarichi e che porta a casa la somma annua di 1,2 milioni di euro; è l’uomo che, sotto inchiesta, si è dimesso da presidente Inps e, per tale decisione, ha ricevuto non il biasimo, ma i ringraziamenti del ministro del Lavoro, Enrico Giannini e gli encomi del primo ministro Letta che, tra l’altro, ha avuto modo di definire “saggia” la scelta di Mastrapasqua; a questo punto, sembra che manchi solo la proposta di un ulteriore riconoscimento, magari come “senatore a vita” o un prestigioso “premio Nobel”.

Nell’attesa che Mastrapasqua si porti a casa il frutto del suo lavoro tra vitalizi vari, pensione e super liquidazione per i 25 incarichi, i viterbesi si chiedono quando sarà possibile respirare un po’ di aria pulita e di beneficiare di tutto ciò che può garantire una politica seria, costruttiva, solidale, meno succube all’arricchimento di taluni e più propensa al bene comune e, cioè, il perfetto contrario di quello che è oggi e che ha creato tanti Mastrapasqua in tutta Italia e milioni di persone costrette alla sopravvivenza.

Roberto Talotta
Direttivo comunale di FondAzione


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