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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In relazione all’articolo apparso giorni fa sulle vicende di mia madre 88enne ricoverata al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle e al contenuto della nota oggi pubblicata a firma del dottor Brama, direttore della struttura, vorrei precisare che quanto da me detto a suo tempo al giornalista sulla vicenda non va assolutamente inteso quale critica al funzionamento del reparto.
Nell’articolo si parla di mia madre sulla sedia per nove ore in attesa di un intervento: in realtà sono io che sono rimasto sulla sedia per quel lasso di tempo in attesa di notizie.
Fermo restando il mio convincimento che il reparto di pronto soccorso è e rimane solo da elogiare per competenza, professionalità e tempestività, il mio voleva essere solo un suggerimento alla attivazione di un minimo servizio di informazione ai congiunti dei ricoverati sul procedimento medico in essere.
Non esistendo una struttura di comunicazione questa potrebbe essere creata ricorrendo a volontari che, a turno, dotati di un piccolo terminale presso la sala di attesa, potrebbero fornire informazioni, anche a distanza di alcune ore, sull’andamento e le prospettive del soccorso in atto.
Roberto Purchiaroni
