Viterbo – (s.m.) – Dodici anni per tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione minorile.
E’ la pena inflitta a Damian Constantin Stelian, autotrasportatore quarantenne romeno accusato di aver venduto due ragazzine di 15 e 16 anni, L. e A., per farle prostituire.
Un’ora di camera di consiglio e poi la sentenza. Alle 13,30 il presidente della Corte d’Assise di Viterbo Maurizio Pacioni ha letto il dispositivo, dopo la requisitoria del pm Fabrizio Tucci e le arringhe dei legali Giovanni Arona e Fabrizio Ballarini.
Assolto l’altro imputato Sergiu Costantin Ilie, a giudizio per una sua presunta partecipazione alla vendita delle ragazze. Condannato Stelian anche per aver intascato i proventi dell’attività di prostituzione di L. e A., oltre che per averle vendute per mille euro ciascuna.
Le ragazze arrivano a Viterbo dalla Romania nel 2005. Hanno 15 e 16 anni. Sanno di dover andare a lavorare in pizzeria. Non si aspettano di finire segregate nelle “case dell’amore” tra San Pellegrino e il “Palazzaccio” di via Cattaneo, costrette a vendersi per mantenere i loro aguzzini. E’ con Stelian che arrivano in Italia in macchina. Sergiu Ilie non passa i controlli alla frontiera austriaca e torna indietro.
Una volta in Italia, L. e A. vengono a sapere di essere state comprate dagli albanesi Samuel Kola e Artur Sulejmani, già condannati a undici anni per riduzione in schiavitù per la stessa vicenda. Da lì in poi inizia il calvario delle botte, dei maltrattamenti, degli stupri, del sesso con clienti anche di quarant’anni più vecchi di loro. A marzo 2005, la squadra mobile le libera dall’incubo.
La difesa di Sergiu Ilie ha puntato sul ruolo marginale dell’imputato. “L’unico elemento che lo collega alla vicenda è quel pezzo di viaggio per arrivare in Italia. Ma la polizia lo rispedisce indietro in Austria – afferma l’avvocato Giovanni Arona -. Per il resto, Sergiu Ilie non prende soldi, non costringe le ragazze a prostituirsi e se ne resta per tutto il tempo in Romania”.
L’avvocato di Stelian, Fabrizio Ballarini, insiste sui verbali con le dichiarazioni dalle ragazze nel 2005, che i giudici hanno voluto acquisire. Per la Corte le testimonianze delle vittime in aula non bastano: L. e A., per paura, hanno detto meno di quello che sanno. Per Ballarini, invece, non c’è prova che siano state intimorite e messe a tacere. E anche il fatto che Stelian abbia preso duemila euro dalla vendita delle ragazze risulta solo da testimonianze. “In realtà aspettava ancora i soldi del viaggio, che le ragazze non gli hanno dato – dichiara il suo avvocato -. Per questo è rimasto in contatto con gli albanesi che le hanno fatte prostituire. E in ogni caso, se volevano tornare in Romania, doveva accompagnarle lui, come da accordi presi coi genitori”.
Il pm Fabrizio Tucci ha chiesto la condanna di entrambi: dodici anni per Stelian, dieci per Sergiu Ilie. Contro l’assoluzione di Ilie potrebbe fare appello. La difesa di Stelian ricorrerà sicuramente.
Oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, la Corte ha disposto l’espulsione dal territorio italiano e la sospensione della patria potestà. Stelian è padre di tre figli. Ha parlato anche lui in aula, prima delle conclusioni di accusa e difesa: “Con questa storia non c’entro niente – ha dichiarato -. Non vorrei mai che i miei figli passassero esperienze spiacevoli, come queste ragazze”.


