Bolsena – E’ stata celebrata presso la scuola media la “Giornata del ricordo”, come previsto dalla legge n. 92 del 30 marzo 2004, dedicata alla memoria delle “foibe” e degli italiani vittime della violenza perpetrata dai partigiani del maresciallo Tito in Istria, Dalmazia e Venezia Giulia.
Si è tenuta così dopo la celebrazione della Giornata della memoria, anche una riflessione sulla “pulizia” politica ed etnica attuata in quei territori tra 1943 e il 1945.
La commemorazione è stata fatta attraverso la visione di “Combat film” realizzati al momento della orrenda scoperta dei corpi “infoibati” e l’ascolto di intervite a storici e testimoni delle drammatiche vicende.
Questa giornata è stata istituita nel 1996 ed è stato un politico di sinistra, Luciano Violante, all’epoca presidente della Camera a infrangere il muro del silenzio e a invitare a una rilettura storica degli avvenimenti. Appello ripreso sul fronte opposto dal leader della destra Gianfranco Fini e poi dal presidente della Repubblica Ciampi. Ed è stato il capo dello Stato Giorgio Napolitano, a firmare la legge con cui nel 2004 il Parlamento istituiva una giornata commemorativa per le vittime dei titini, allo stesso modo delle celebrazioni per l’Olocausto degli ebrei.
Perché il 10 febbraio? E’ una data simbolica che si riferisce al 1947 quando entrò in vigore il trattato di pace con cui le province di Pola, Fiume, Zara, parte delle zone di Gorizia e di Trieste, passarono alla Jugoslavia.
“Attraverso i filmati e senza retorica o mistificazioni – ha detto il professor Antonio Quattranni – per gli alunni è stato possibile comprendere in maniera immediata i contenuti e attraverso la discussione e i commenti ampliare la riflessione sulla gravità del massacro, traendo quindi un insegnamento per tutti affinché i contenuti della nostra Costituzione siano sempre più sostenuti dalla consapevolezza da parte delle nuove generazioni che la pace, la dignità umana, la tolleranza e la libertà in ogni campo sono valori universali e imprescindibili”.
