Viterbo – Ore decisive per l’amministrazione provinciale.
Oggi scadono i venti giorni entro i quali Marcello Meroi deve ritirare le dimissioni che altrimenti diventeranno definitive, ma il sabato è trascorso senza grosse novità.
Un’intesa fra i partiti è un’impresa.
“Ieri – ricorda il presidente Meroi – a margine dell’incontro fra assessori e tecnici sulla situazione del maltempo ci siamo incontrati, ma ognuno ha ribadito le proprie posizioni e io ribadito ulteriormente che sono disponibile a discutere soluzioni politiche condivise dalla maggioranza”. Che sembrano proprio non esserci.
“Nel qual caso – anticipa Meroi – darò corso a una giunta tecnica. Per quello che ho visto, una sintesi fra le diverse posizioni mi sembra complicata da trovare, seppure con un po’ di buonsenso ci si potrebbe arrivare”.
Giunta tecnica e ritiro oggi delle dimissioni, oppure far trascorrere la domenica senza fare nulla. Il che equivale a dimissioni definitive e tutti a casa.
“Sono le due opzioni su cui sto riflettendo – osserva Meroi – ieri siamo riusciti a recuperare altri trecentomila euro di mutui per interventi da destinare ai danni causati dal maltempo. Lavoro ne abbiamo, spero ci sia la disponibilità per un programma di pochi punti, sostenuto da tutti e andare avanti, poi si vede”.
L’intesa all’interno della maggioranza, fra chi vuole un taglio agli assessori e chi chiede di lasciare immutato il numero riducendo i compensi, sembra difficile, ma è l’unica via per lasciare se non tutti, gran parte degli attuali assessori al loro posto.
Formare una giunta di tecnici significa farli uscire da palazzo Gentili.
“Un’operazione che farei a malincuore – sottolinea Meroi – sono persone che sono state votate, non se lo meritano, non meritano che sia chiusa loro la porta in faccia.
Solo che attualmente, per non gettare tutto alle ortiche, in assenza di un’intesa politica, l’unica cosa seria e coraggiosa da fare è una scelta di quattro tecnici, fuori dalla politica, persone di qualità, con il mandato di portare avanti punti condivisi”.
Se c’è il consenso, altrimenti, pure l’ultimo tentativo sarà stato invano.
Giuseppe Ferlicca
