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“Si ritorni alla giunta a sette”

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Marcello Meroi

Marcello Meroi 

Viterbo – Avanti tutta. Oltre la barriera del ridicolo, la provincia continua a regalare perle di  “grande politica”.

Venti giorni non sono bastati a far ritrovare un’intesa sul numero d’assessori, Meroi ne ha concessi altri due invano, fino a ieri quando si è deciso a nominare una giunta a quattro composta solo da tecnici.

Scatenando nella sua ex maggioranza, in particolare nel Nuovo centrodestra, il caos, con Capitoni e i suoi pronti a sfiduciare il presidente della provincia.

Solo che stamani a quanto pare, una eventuale mozione di sfiducia si sarebbe fermata a quota sei firme. Quindi, non si sa bene per quale ragione, si è improvvisamente cambiato direzione.

Le forze di maggioranza o di quella che è stata la maggioranza, semmai lo è stata, hanno lavorato a un documento da presentare a Meroi in cui si chiede di lasciare la giunta così com’era, a sette.

In pratica, un clamoroso passo indietro, ampiamente fuori tempo massimo.

Nella lettera si chiede la conferma degli assessori in carica per consentire loro di portare a conclusione il lavoro e al tempo stesso, ai gruppi consiliari di chiudere la verifica politica.

Il documento sarebbe sottoscritto da tutti i quattordici consiglieri. Tutti d’accordo. Tutti d’un sentimento

Fra i principali sostenitori di questa nuova linea, c’è il Nuovo centrodestra, finora fortemente contrario.

In pratica con la richiesta si torna sulle posizioni di Fratelli d’Italia e Udc. Quando ormai il presidente ha annunciato la nuova squadra, svelato i nomi dei tecnici. Tutto da cancellare, con professionisti estranei a giochi politici i cui nomi diventerebbero carne da macello. Schizofrenia politica.

Anche se gli assessori esterni non sono ancora stati nominati, in attesa che quelli politici rassegnino le dimissioni o che in subordine Meroi revochi le deleghe, sarebbero davvero le comiche finali. Bisognerebbe capire cosa ne pensa il presidente.

Tuttavia a togliere le castagne dal fuoco a Meroi potrebbe pensarci il Partito democratico. Il capogruppo Federico Grattarola ha raccolto nove firme per una mozione di sfiducia che presenterà a breve. Al momento manca una decima firma che è quella di Bengasi Battisti, perché, oltre ai consiglieri Pd, hanno sottoscritto il documento anche Francola e Saladino.

Giuseppe Ferlicca


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