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Orte – Riceviamo e pubblichiamo – Orte, un paese ai confini tra il Lazio e l’Umbria, uno sviluppo sempre annunciato e mai realizzato.
Terra di conquista, in modo particolare, per attività edificatoria di dubbia utilità, in molti casi priva di spazi di qualità urbana per una vita urbana a misura d’uomo. Percorrendo le vie cittadine si possono notare cartelli, con scritte vendesi o affittasi appartamenti.
Gli abitanti, in modo particolare chi ha ancora un legame affettivo con il territorio, ma anche chi ha scelto di abitare a Orte venendo da altre realtà urbane, vivono da anni i disagi dovuti alla mancanza di una vita sociale e culturale di un certo livello qualitativo.
Come movimento “Cittàgiardino per la Qualità Urbana” abbiamo voluto contribuire nelle nostre possibilità a riscoprire l’importanza della lettura, stimolare con manifestazioni di quartiere nel 2011 e 2012, aprirci alle esigenze dei “più piccoli” collaborando al progetto “Nati per leggere”, a “Campagna amica” in collaborazione con Coldiretti di Viterbo e le scuole di primarie, in occasione dell’inaugurazione del “Centro Commerciale Naturale Gli Archi”.
Centro commerciale del quale con orgoglio e soddisfazione siamo stati soci fondatori, insieme ad alcuni operatori locali, commercianti e artigiani.
Dobbiamo registrare purtroppo atteggiamenti da Gattopardo da parte di chi aveva il mandato di gestire la cosa pubblica, anche per alcune raccolte di firme condotte tra la popolazione in merito alla pericolosità della circolazione sul territorio comunale e sulla creazione di Itinerari pedonali alla collina di Orte Scalo, nei pressi del Tevere, insieme ad associazioni podistiche e sportive locali. Non abbiamo avuto alcuna forma di riscontro da parte dell’amministrazione comunale.
Intanto il cittadino onesto che ha pagato e paga le tasse ha continuato a pagare per non ricevere o ricevere ben poco in termini di qualità del vivere quotidiano, e in alcuni casi, vedersi anche negare i propri diritti, come pulizia delle strade, degrado ambientale e mancata concreta tutela dei più deboli, anziani e diversamente abili, negando loro piccoli spazi verdi di prossimità ai quartieri, peraltro a costo zero per il comune.
In prospettiva delle elezioni comunali di maggio, il lamento dei vari movimenti che stanno nascendo, è comune: la vita sociale distrutta da quartieri dormitorio senza sufficiente verde attrezzato, senza servizi di qualità, senza più reali rapporti umani, mancato sviluppo locale con creazione di posti di lavoro reali.
Sono numerose le attività che stanno andando verso la chiusura, alcune purtroppo verso il fallimento. Il problema delle piccole e medie imprese non va limitato solo al nostro territorio all’area artigianale, opportunamente attrezzata, ma che stenta ad avere un effettivo e diffuso decollo. Nell’ultimo decennio abbiamo assistito alla distruzione di cultura e di culture di apprendimento dei mestieri, di spazi di educazione e di crescita sportiva e del tempo libero, per i quali, fino a pochi anni fa, era assicurata una vita propria, sostanzialmente libera, spontanea.
I ragazzi potevano ancora giocare in strada, il “campetto” della parrocchia, “l’Auditorium Giulioli’ a Orte Scalo, le sezioni dei vari partiti politici, i negozi del quartiere, i giardini pubblici, erano luoghi spontanei di aggregazione, si discuteva, ci si confrontava.
Fortunatamente i social network, rappresentano sono oggi uno spazio di incontro, di critica democratica, vera, reale, senza infingimenti, per i giovani e non più giovani. Ricordiamo che il nostro movimento ha visto la sua nascita e il suo sviluppo su face book: profilo fb Cittàgiardino Orte.
Non dimentichiamo che Orte ha tradizioni religiose significative, in cui Francesco di Assisi ha soggiornato e ha fondato comunità di suoi seguaci. Purtroppo i luoghi che erano riferimento per gli abitanti sono stati tolti alla pubblica utilità, prendiamo ad esempio il collegio serafico di San Bernardino.
La religione e il cattolicesimo, in particolare nei piccoli centri urbani, si è caratterizzato per un fenomeno anche culturale che educa ed afferma i principi positivi: solidarietà, crescita solidale, rispetto per l’ambiente, attenzione per chi rimane indietro, educazione di un Uomo integrale, che si sviluppa in un ambiente il più possibile armonioso.
Lo sviluppo economico e la società civile hanno bisogno di un’etica e di una politica amica della persona. La centralità dell’essere umano, deve essere la guida “negli interventi per lo sviluppo della cooperazione europea e internazionale”, a cui saremo chiamati elaborando per il nostro comune progetti credibili che possano essere positivamente finanziati dall’Unione Europea, secondo la vocazione intermodale viaria e interculturale della città.
Bisogna mettere al vertice del nostro impegno: la lotta contro la povertà, la disoccupazione, specie giovanile, le diseguaglianze, l’esclusione, l’isolamento, per favorire la rinascita di un senso civico, la coesione sociale, l’appartenenza, la responsabilità sociale.
Crediamo che questo possa essere fatto a partire dalle nuove generazioni – sono nate significative collaborazioni e sinergie con qualificati gruppi giovanili di “Orte insieme” – concordando con loro progetti e opportunità di lavoro, per andare incontro ai loro bisogni economici ma anche ai loro desideri di incontro, di convivialità, di fruizione culturale, di scambio di esperienze e di narrazioni da parte delle generazioni precedenti, per arricchire il capitale sociale e culturale della nostra città.
Se non dalle piccole realtà locali, da dove dovrebbe nascere il rinnovamento? Non sono i piccoli centri urbani, i laboratori sociali dove si può elaborare un diverso concetto di differenze, di cultura del limite, di spirito civico e di partecipazione all’uso del tempo e dello spazio quotidiano?
Forse è proprio partendo dai piccole realtà urbane, ricche di storia millenaria, dalle comunità locali, che potrebbe essere restituita la speranza di un cambiamento della politica, fuori da vecchi schemi non piu’ voluti, forse a ragione, dalle nuove generazioni. Un cambiamento che si propaghi all’intero territorio, all’intero paese.
Sono queste le riflessioni che stiamo portando sui tavoli delle trattative elettorali – con i giovani ci siamo trovati in piena sintonia – insieme agli argomenti di programma e di scelta delle persone migliori per sottoporli in modo trasparente agli elettori, perché per noi la politica si fa con gli ideali più alti e la passione civile, perché vogliamo affermare, coscienti delle grandi difficoltà che incontreremo, una Politica come “forma più alta di Carità” per il bene comune.
“Cittàgiardino 1905 per la Qualità Urbana”
