Viterbo -“Un patto per lo sviluppo dell’economia della Tuscia”. Forse è la prima volta che la corsa al rinnovo del consiglio della Camera di commercio e del suo presidente vede un accordo fatto nelle più completa chiarezza.
Un patto tra produttori, verrebbe da dire con un termine caro al sindacalismo degli anni settanta. Dopo tante chiacchiere su possibili candidature, arriva a far chiarezza l’accordo siglato da Cna, Unindustria, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative, Lega delle cooperative, Cgil, Cisl e Uil. Come dire un accordo trasversale che va oltre le possibili contrapposizioni politiche e che rimane aperto alle altre associazioni di categoria. Scopo: il rilancio della Tuscia che in momento di gravissima crisi passa anche attraverso il rinnovo dei vertici della Camera di commercio e “l’elezione di un presidente, forte di una chiara maggioranza che può rappresentare la base per una guida davvero unitaria della Camera di commercio”, si spiega nel documento.
Un patto che, non si può non notare, vede i sindacati in campo compatti.
Il documento individua anche la figura che dovrà essere candidata alla presidenza, anche se non ne fa il nome.
“Dopo il mandato quinquennale di presidenza espressa dal settore artigiano – si legge nell’accordo -, si conviene che la presidenza della Camera per il periodo 2014/2019 sia individuata nella massima espressione da Unindustria Viterbo”. Il nome non viene fatto ma è chiaro da un lato che dovrà essere Unindustria a individuarlo e che la figura più eminente è il suo presidente è Domenico Merlani, che in questi ultimi anni ha dato un impulso notevole alla propria organizzazione. Ma ovviamente bisognerà aspettare la designazione formale nei prossimi giorni.
Non mancano altre possibili candidature. Una è quella di Roberto Pepponi, che sembra puntare soprattutto a una strategia più politica e ad incassare la cambiale in suo favore firmata alle ultime elezioni comunali con il suo appoggio alla maggioranza di centrosinistra. Una candidatura che dovrebbe sempre esprimere Unindustria, comunque.
Poi c’è un altro schieramento che è costituito dai commercianti (Confesercenti e Confcommercio), da Federlazio e Confartigianato. Qui sembra, però, che la possibile candidatura unitaria sia più difficile da individuare. In campo ci sarebbero Rino Orsolini (Federlazio), Vincenzo Peparello (Confesercenti) e Mauro Barlozzini (Confcommercio). Come dire che quasi ogni componente per ora sembra avere il suo candidato.
Oltre a queste organizzazioni che avranno 26 voti, un consigliere ciascuno esprimeranno i consumatori, il credito e i liberi professionisti. Per un totale di 29 consiglieri.
Ma la questione dal punto di vista delle forze in campo questa volta appare alquanto complessa e seria. Infatti, in base alla legge, per la prima volta le varie associazioni per sapere di quanti seggi hanno diritto, dovranno dichiarare quanti sono gli associati e a quanto ammontano i dipendenti. Assumendosene la responsabilità sul piano legale. Ma mentre in passato si andava un po’ sulla fiducia, questa volta il segretario generale della Camera di commercio dovrà fare controlli dettagliati, anche in questo caso assumendosene tutta la responsabilità sul piano legale. Sarà poi la regione che assegnerà i seggi.
Una volta formato il consiglio camerale, entro giugno dovrà essere eletto il presidente e poi la giunta.
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