Viterbo – (g.f.) – 180 giorni di tempo per salvare il parco a santa Barbara.
Dopo la manifestazione spontanea di sabato scorso, è partita la mobilitazione per evitare che querce secolari, ulivi e altre piante spariscano, facendo venire meno l’ultimo fazzoletto di verde al popoloso quartiere di Viterbo. I promotori della pagina Fb “Addio al parco” e gli abitanti sono pronti con la raccolta firme, ma non solo.
Dal 2008 l’area in via Biga di Castro è destinata a servizi, in particolare una palestra per la quale il comune all’epoca ha ottenuto 700mila euro di finanziamento ministeriale.
E’ stato varato il bando, sono arrivate offerte da 52 imprese e fra tre mesi si dovrebbe partire.
Tempo da spendere in modo oculato, per non far sparire l’area verde. Non molto e soprattutto non sufficiente cambiare la destinazione d’uso, serve un piano b.
“Studiando una proposta alternativa – spiega la consigliera Chiara Frontini, che sabato con Gianmaria Santucci era alla manifestazione – che abbia un impatto decisamente inferiore sul parco e che non faccia perdere il finanziamento”.
Oltre alla palestra, è prevista anche un’area destinata a servizi, sempre al posto del parco.
“La nostra idea – osserva Frontini – sarebbe di pensare a un progetto diverso, spostare il centro sportivo e la parte a servizi farla nell’area sempre del comune, dove oggi c’è un parcheggio.
Così il parco, in particolare la parte con alberi secolari rimarrebbe e l’azienda che gestirà la palestra potrebbe occuparsi anche della manutenzione del verde.
La palestra si potrebbe spostare, rivedere nelle dimensioni, per avere un minore impatto.
Sono ipotesi da verificare con i dirigenti del comune, perché per cambiare la destinazione d’uso dell’area i tempi non ci sono”.


