Sutri – “Abbattete la rampa per disabili”.
Una richiesta, anzi un ordine, che di certo nessuno può aspettarsi. Eppure a Sutri succede anche questo.
L’ordinanza arriva dritta dritta dagli uffici comunali, che invece di ordinare di abbattere le barriere architettoniche, ordinano di far togliere le rampe estinate ad agevolare il transito ai disabili.
Destinatario del provvedimento è Furio Venarucci, presidente della cooperativa agricola “Eccellenze agroalimentari italiane” di Sutri, che non ha preso per niente bene l’ordine comunale.
“Dal 7 dicembre del 2013 – racconta – abbiamo aperto a Sutri Eccellenze agroalimentari, una cooperativa che vende prodotti agricoli di alta gamma. Da quel giorno è iniziato il nostro calvario. Il comune di Sutri ci ha mandato per ben quattro volte la visita dei vigili e dei Nas, poi infine l’ordinanza di demolizione della rampa per disabili che si trova di fronte al capannone che usiamo per la cooperativa. Tutto questo è incredibile”.
Furio Venarucci però non si arrende. “Non ho la minima intenzione di abbattere la rampa anzi darò battaglia soprattutto perché non si tratta di un abuso edilizio”.
La prima mossa del presidente della cooperativa è stata quella di scrivere una lettera a tutte le associazioni viterbesi che si occupano di disabilità per chiedere supporto e sostegno in questa sua azione.
“Quando abbiamo preso in affitto i locali di Sutri – scrive nella lettera – ho rilevato che le barriere architettoniche presenti rendevano impossibile l’utilizzo dei locali a chi non potesse procedere sulle proprie gambe. Essendo un vecchio motociclista che ha ormai superato i 60 anni, capirete che nella mia vita ho conosciuto tanti giovani che a causa di incidenti hanno subito gravi disabilità e negli anni ho maturato la convinzione che in questo campo non si fa mai abbastanza.
Con i colleghi del consiglio abbiamo deciso dunque di procedere alla costruzione di una rampa per il superamento delle barriere architettoniche, ben sapendo che oltre al costo di costruzione avremmo dovuto sopportare gli oneri di urbanizzazione e la multa che ci sarebbe stata erogata in mancanza di un preventivo permesso dell’ufficio paesaggistico, troppo lungo da ottenere per aspettare, ma ben poca cosa di fronte alla vergogna che avrei provato se un disabile non avesse potuto salire per mia colpevole responsabilità”.
A Venerucci però invece della multa è arrivata l’ordinanza di demolizione. “Naturalmente ricorreremo al Tar contro questa ignobile richiesta. Sono certo – dice infine – che ci daranno ragione, non vedo perché dovremmo togliere qualcosa che agevola e facilita l’ingresso alla nostra cooperativa”.
Maria Letizia Riganelli

