Roma – “E’ necessario rivedere la regolamentazione delle gare pubbliche, sia di beni che di servizi, per facilitare l’accesso alle piccole e medie imprese, perché con le modalità attualmente in vigore, i meccanismi di gara sostanzialmente escludono le Pmi dagli appalti. Le Pmi sono una realtà ben diversa dalle aziende di grandi dimensioni e noi come Unindustria ci stiamo impegnando proprio per garantire parità di condizioni di partenza rispetto alla imprese con caratteristiche dimensionali maggiori.
In tal senso abbiamo sottoposto, sia a Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio che ad Ignazio Marino, sindaco di Roma Capitale, delle proposte sul tema. Una prima misura consiste nel dividere gli appalti di dimensione rilevanti in lotti più piccoli. Tale suddivisione favorirebbe la partecipazione delle Pmi, aumentando la competizione per ogni singolo lotto e riducendo il prezzo atteso che la stazione appaltante deve pagare.
Una seconda misura riguarda la possibilità di riservare determinati contratti pubblici alla Pmi, ricalcando l’esempio americano del cosidetto set-asides. Si tratterebbe di riservare una quota di appalti pubblici sotto soglia alla Pmi, stabilendo che ciascuna stazione appaltante allochi una percentuale minima alle imprese di piccola dimensione, negli Usa ad esempio è del 23%.
Altra intervento che potrebbe favorire le Pmi è l’obbligo di subappalto. Tale ipotesi prevede che, per gli appalti di valore superiore ad una certa soglia, pari a 500mila dollari negli Usa, la grande azienda aggiudicataria debba necessariamente subappaltare una parte del contratto a una piccola impresa.
L’obiettivo che ci poniamo con queste proposte non è solo rafforzare la crescita delle Pmi, ma anche e soprattutto, specie in questo momento di crisi, garantirne in molti casi la sopravvivenza. Il problema dell’accesso alle gare pubbliche per le Pmi, non è solo un problema della nostra Regione ma è nazionale e quindi cruciale per lo sviluppo del Paese.
Angelo Camilli
Presidente della Piccola Industria di Unindustria
