Bassano Romano – Pedinata, insultata, riempita di telefonate. Una 40enne di Bassano Romano descrive come un incubo la fine del suo rapporto con l’amante.
La donna ha parlato ieri al processo contro l’ex: P.E., imprenditore di 45 anni, finito a giudizio per stalking dopo la denuncia di lei e del marito.
La coppia gli chiede 600mila euro di danni per aver prima recapitato al marito e poi appeso in paese uno scatto osé di lei. Il tutto dopo una serie di inseguimenti e contatti telefonici diventati ossessivi, a dire della donna e del marito.
Entrambi hanno testimoniato ieri mattina davanti al giudice Silvia Mattei. Entrambi sono parte civile al processo, assistiti dagli avvocati Giuseppe La Bella e Maria Luisa Piccirilli.
Per anni la donna e l’imprenditore avrebbero avuto una relazione segreta. Un legame lungo che la signora, a un certo punto, avrebbe deciso di interrompere nel 2010. Ma da lì in poi è iniziata la persecuzione. Questo avrebbe raccontato la quarantenne, mentre il marito si sarebbe limitato ad aggiungere di aver preso atto di quella sbandata e perdonato la moglie. Ma l’altro, che non si rassegnava, avrebbe reso loro la vita impossibile. Fino al gesto estremo di divulgare quell’immagine di lei parzialmente in déshabillé.
Ora il 45enne è ai domiciliari. All’udienza precedente, il pm Renzo Petroselli ha chiesto in aula e ottenuto l’aggravamento della misura cautelare. Per l’accusa, il divieto di avvicinamento alla donna non era più sufficiente dopo che l’uomo era tornato più volte nella palestra frequentata dal figlio di lei.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Enrico Zibellini, conta di poter dimostrare che non era solo il 45enne a cercare la donna. Si sarebbe trattato, piuttosto, di contatti reciproci. Andati avanti, secondo il legale, anche dopo quella che la signora avrebbe definito “fine della storia”.
Ma il processo – a porte chiuse – è appena iniziato. Ad aprile sfileranno altre persone citate dall’accusa sul banco dei testimoni.
