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Autosalone della cocaina, chiesti più di quindici anni

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I tredici arrestati

I tredici arrestati

L'autosalone al centro dell'indagine

L’autosalone al centro dell’indagine

La droga e i soldi sequestrati

La droga e i soldi sequestrati

Una delle auto sequestrate

Una delle auto sequestrate

Monterosi – La cocaina la chiamavano “Slk”. Come la marca di auto vendute nella concessionaria di Monterosi finita al centro delle indagini dei carabinieri (fotocronaca – video).

E’ l’aprile 2012 quando il blitz  “Slk” scatta nell’autosalone della droga: 13 arresti tra truffe e traffico di cocaina. I militari ne sequestrano mezzo chilo.

A due anni dall’operazione, tre membri della banda compaiono davanti al gup Franca Marinelli. Il processo con rito abbreviato è agli sgoccioli. La sentenza è attesa per lunedì, a una settimana dalle severe richieste dell’accusa: otto anni per il 38enne tarquiniese C.P., due anni e dieci mesi al 34enne sardo M. M. e quattro anni e mezzo al 40enne albanese B.L.. Pene altissime, malgrado lo sconto del rito abbreviato.

Sia a C.P. che a B.L., i carabinieri trovarono più di un etto di polvere bianca. L’altro, invece, era in possesso di meno di un grammo di hashish. Lo scheletro dell’indagine, partita nel novembre 2010, sono le intercettazioni: gli investigatori registrano le telefonate dei gestori dell’autosalone con un gruppo di giovani albanesi, tutti residenti in provincia di Roma e ritenuti i fornitori dello stupefacente. Dall’arresto di uno dei tre, M. M. prende il suo posto nelle telefonate. Una specie di “passaggio di consegne” dagli albanesi al trentenne nella gestione dello spaccio. Ma a M.M. non viene trovato neppure un grammo di cocaina.

Secondo le indagini, la droga arrivava nella concessionaria per poi essere suddivisa in dosi. Era questa la centrale dello spaccio. Dalla concessionaria, la polvere bianca veniva rivenduta tra Canepina, Vignanello e Soriano nel Cimino. Ma prima di arrivare a destinazione stazionava nell’autosalone. In particolare, in cortile. Nella cuccia di un cane aggressivo, cui nessuno aveva il coraggio di avvicinarsi.

L’inchiesta prese impulso da un primo arresto di un 21enne, fermato con 12 grammi di cocaina. Da lì in poi è stato ricostruito l’intero organigramma della banda, con nove arresti nei mesi successivi, fino a risalire ai tre dell’autosalone. 

Al telefono, la cocaina era l'”Slk”. Da qui il nome del blitz scattato all’alba del 23 aprile 2012, con 250 carabinieri al lavoro. L’altro filone è quello delle auto di lusso a prezzi stracciati: una volta versate le caparre il trio dell’autosalone faceva sparire la macchina. Da qui l’ulteriore accusa, per alcuni indagati, di associazione a delinquere finalizzata alla truffa nella compravendita di auto.

C.P., in particolare, è gravato da una lunghissima serie di precedenti penali.

Dei tredici arrestati, molti hanno patteggiato o sono già usciti dalla vicenda, sempre col rito abbreviato. Restano solo gli ultimi tre. Lunedì la decisione.


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