Lubriano – Riceviamo e pubblichiamo – Si è svolta domenica 23 marzo la 39esima assemblea generale dell’Avis provinciale.
Nelle storiche ed eleganti stanze del palazzo Monaldeschi hanno partecipato i delegati delle sezioni comunali, autorità e i membri del consiglio.
L’assemblea si è aperta con le consegne delle targhe di riconoscimento al sindaco di Lubriano Giuseppe Pagliaccia e al presidente della sezione comunale Basilio Quondamangelomaria.
Si apre così un’assemblea memorabile nel suggestivo centro del paese della Teverina. L’entrata alla sala convegni è infatti una sorpresa per molti delegati arrivati dai comuni più lontani. Palazzo Monaldeschi domina la piazza principale che si affaccia sulla valle dei Calanchi, di fronte a Civita di Bagnoregio.
Il presidente Diego Biffaroni ha aperto il suo discorso con gli occhi rivolti verso il futuro: “Dobbiamo continuare a fare meglio perché siamo una provinciale da valorizzare al massimo”. Sono subito arrivate parole di riconoscimento verso i delegati delle sezioni provinciali: “Con la vostra opera preziosa favorite lo sviluppo associativo, nella consapevolezza del ruolo svolto dalle vostre Associazioni nella gestione, nonché nella collaborazione alla diffusione di corretti stili di vita, in sintonia con l’educazione alla salute”.
Lo scorso anno gran parte delle sezioni Avis hanno dovuto affrontare dei lavori per mettersi in regola con la vigente normativa. Il consiglio direttivo ha sottolineato l’importanza delle collaborazioni con i comuni di riferimento e degli sforzi fatti dalle basi per mettersi subito in regola. Si è temuto per questo anche un calo delle donazioni. I dati sono invece risultati in crescita.
“Siamo la provincia con il maggior numero di sedi comunali, 66; con la percentuale del 5,27 – continua Biffaroni – Dobbiamo cercare di crescere ancora. Visti i cambiamenti che le sezioni comunali hanno dovuto affrontare mi aspettavo, nel 2013, una perdita di 1000 sacche. Invece sono state raccolte 187 sacche in più per un totale di 16606, di cui 15451 sangue e 1155 plasma. Questo dimostra solamente che siamo veramente radicati e presenti nei territori”.
Il presidente parla delle nuove sfide sintetizzate nelle parole: osservatorio, formazione e comunicazione. Il consiglio direttivo intende fare analisi più approfondite sul rapporto donatori/popolazione, formare sempre più accuratamente gli addetti ai lavori e divulgare la propria opera su un sito web e social network. “Siamo la più grande organizzazione di volontariato sul territorio ma non lo sappiamo nemmeno noi – ha puntualizzato Biffaroni – Dobbiamo essere presenti, visibili e farci conoscere”.
Si è poi parlato della sinergia necessaria tra Avis e centro trasfusionale. “L’obiettivo finale, per noi e per loro, è sempre l’aumento delle donazioni e che, comunque, la nostra attività e quella dei donatori è esclusivamente volontariato e, quindi, un valore aggiunto”. Il presidente ha poi ringraziato il direttore dott.ssa Tiziana Riscaldati, il dott. Gabriele Mandarello e tutto il personale medico e tecnico del centro trasfusionale di Belcolle.
Parole d’orgoglio sono state spese per i giovani: “La mia più grande soddisfazione. E’ un gruppo vivace e attivo. Vorrei ringraziare tutti loro, in particolare il coordinatore Luigi Ottavio Mechelli. In questi anni diversi giovani sono entrati nei direttivi comunali, è un buon segnale”. Il presidente del direttivo ha anche incitato i giovani a fare sempre meglio anche a livello organizzativo.
Il discorso si è concluso con il bilancio. “Abbiamo i conti a posto e in attivo, gran parte del merito va al nostro tesoriere Giorgio Casilli. Il consiglio ha deliberato una integrazione di 2,50 euro per ogni sacca di sangue e plasma raccolta nel 2013”.
Il presidente Diego Biffaroni ha infine invitato tutti, il 14 giugno a Viterbo, alla terza giornata mondiale della donazione. “Ringrazio tutti i componenti del consiglio direttivo. Il ringraziamento più caloroso va, come sempre, ai donatori e alle donatrici. Con il loro gesto generoso, indispensabile per la vita e la salute di tanti, puntualmente, con il freddo o con il caldo, si recano nei centri di raccolta e, attraverso un atto solidale vissuto con umiltà e semplicità, contribuiscono a fare dell’Avis la più grande associazione di volontariato della provincia di Viterbo, rendendo alla comunità un servizio di grande valore sociale, etico e civile”.
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