Viterbo – Torna libera la 44enne di Orte accusata del tentato omicidio del compagno.
Dopo quasi due anni tra carcere e domiciliari, alla donna condannata a quattro anni e quattro mesi resta solo l’obbligo di dimora a Orte, mentre il presunto complice resta in carcere. Il tribunale del Riesame ha accolto la richiesta di revoca dei domiciliari avanzata dall’avvocato della donna, Giuseppe Pierdomenico.
In due sarebbero entrati in casa di lei la notte tra il 9 e il 10 luglio 2012. La quarantenne voleva portare via i suoi gioielli per rivenderli, di nascosto dal compagno, operaio di 46 anni. Per questo avrebbe organizzato quel raid notturno in casa, accompagnata dal 20enne egiziano che aveva conosciuto durante i campi estivi del figlio.
Contavano di portare via i preziosi mentre il padrone di casa dormiva. Ma l’uomo si è svegliato, li ha sorpresi ed è scattata la colluttazione. Il ragazzo lo ha colpito alla testa con il ramo di un albero, per poi disfarsi del bastone e dei vestiti insanguinati sotto casa. Ma i carabinieri li hanno visti e arrestati per tentato omicidio.
All’ospedale, l’operaio era arrivato con ferite alla testa e fratture multiple. Secondo l’accusa, quella in casa dell’uomo era stata una vera e propria spedizione punitiva organizzata dai due amanti. Ma gli imputati hanno smentito: tra loro non ci sarebbe alcuna relazione. E lo stesso gup Salvatore Fanti non avrebbe confermato la pista passionale.
L’avvocato Pierdomenico aveva svolto accurate indagini difensive con l’aiuto del criminologo Marco Lilli e del medico legale Alfredo Borghetti.
Il pm chiedeva la condanna a otto anni per entrambi con l’aggravante della premeditazione. La sentenza di primo grado, con rito abbreviato, ha visto la pena dimezzata, con le attenuanti generiche e senza aggravanti. Quattro anni e quattro mesi sia alla donna che al ragazzo. A maggio inizierà il processo d’appello.
