Viterbo – (g.f.) – Il consiglio comunale era stato convocato d’urgenza per discutere del bando sul cimitero di Grotte santo Stefano, ma a quanto pare l’urgenza non c’è più. Scomparsa.
Perché a distanza di un giorno, dalla riunione dei capigruppo a oggi, la giunta ha provveduto per conto proprio.
Ritirato il punto all’ordine del giorno.
“Il bando è stato sospeso – spiega il sindaco Leonardo Michelini – ed è stato avviato un procedimento verso la ditta che ha presentato il project financing.
Adesso avrà tempo di fare le controdeduzioni e trascorsi venti giorni, il comune farà le proprie, decidendo il da farsi, se si va alla revoca o meno. Noi continuiamo a essere dell’opinione di revocare, ma vedremo”. In pratica, prima di arrivare alla revoca, la ditta deve essere formalmente informata.
Adesso, però, sorge un problema. La seduta era stata convocata d’urgenza sul punto del cimitero di Grotte. Morto o ritirato il punto, muore pure la seduta di consiglio.
“Noi siamo qui per una convocazione inderogabile e urgente – spiega Gianmaria Santucci (Fondazione) – altrimenti occorrevano tre giorni di preavviso per convocare il consiglio comunale. Se i motivi d’urgenza non ci sono più, che per avete convocato a fare il consiglio comunale?
Questa seduta non ha più senso.
Fino a ieri la maggioranza ha difeso il provvedimento che oggi dovevamo discutere. Oggi è ritirato, con le motivazioni che noi avevamo portato ieri”.
Un modo di procedere schizofrenico, come sottolinea Luigi Maria Buzzi (FdI).
Seduta sospesa per decidere il da farsi.
